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Pomodoro casalasco
‘studiato’ dal Ministero
dell’Ambiente

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Nella foto, il Consorzio Casalasco del Pomodoro

RIVAROLO DEL RE – Uno dei prodotti di punta del Consorzio Casalasco del Pomodoro diventa tema di uno studio co-finanziato del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. Si tratta di Pomì L+, passata di pomodoro dalle caratteristiche innovative e fiore all’occhiello della gamma a firma del brand italiano più conosciuto al mondo, che è stata oggetto di una ricerca per definire la Carbon Footprint dell’intero ciclo di vita del prodotto (ai sensi della norma ISO 14067:2013). Il progetto aveva l’obiettivo di calcolare il quantitativo di CO2 emesso per la produzione di Pomì L+ analizzando tutte le fasi, dalla produzione del seme di pomodoro fino al consumo del prodotto e smaltimento dell’imballo. Le possibilità di ridurre le emissioni di CO2 sono state analizzate sull’intero ciclo di vita, individuando alcune opportunità di miglioramento su cui Pomì sta investendo concrete risorse. Le emissioni non ulteriormente riducibili sono state quindi neutralizzate attraverso l’acquisto di crediti per finanziare progetti di riduzione dei gas ad effetto serra.

“Un esempio concreto – fanno sapere dal Consorzio Casalasco del Pomodoro – che dimostra la crescente attenzione di Pomì verso l’ambiente e il costante rispetto dei più alti standard qualitativi che impongono alle aziende leader d’Europa di mantenere gli impegni presi alla firma del protocollo di Kyoto. Pomì, infatti, oltre a perseguire la riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra, partecipa al mercato volontario per la compensazione della CO2 emessa, sostenendo un importante progetto di efficienza energetica per le comunità rurali del Siaya County: Cookstove for Kenya”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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