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“Resilienza, per
costruire comprensorio
del futuro”

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Nella foto, l’incontro con Piero Pelizzaro

CASALMAGGIORE – Il primo dei “Dialoghi sulla Casalmaggiore che desideriamo”, organizzati dal gruppo ‘Casalmaggiore la nostra casa’ che nella passata tornata elettorale casalese ha sostenuto la ricandidatura dell’ex sindaco Claudio Silla, ha avuto come protagonista Piero Pelizzaro. Tema della serata, tenutasi venerdì scorso, “Community building per un territorio resiliente”. E proprio dal concetto di resilienza, ovvero dalla capacità di adattarsi innovando che il relatore ha spiegato come sia importante cercare di fare sistema mettendo insieme cose e persone diverse in un’unica comunità. La resilienza, ha spiegato Pelizzaro, parte dalle periferie, non dal centro. Ecco perché è necessario rendere accoglienti e vivi, oltre che utili, gli spazi pubblici. Non servono salotti belli, ma aree funzionali. Pelizzaro ha riportato alcuni esempi: in Olanda sono stati aggregati cento comuni attorno ad un fiume; a Bilbao, in Spagna, hanno valorizzato la piazza con alberi, giostre permanenti e vecchi giochi di legno.

Pelizzaro ha poi affrontato il tema del traffico: ovunque, ha illustrato il relatore, il trend è togliere le macchine dai centri urbani, con parcheggi rigorosamente a pagamento, ciclabili, spazi pubblici socialità diffusa. Capenaghen, ha poi spiegato Pelizzaro, qualche anno fa è andata sott’acqua. La città ha capito e ha cambiato politica, diventando un laboratorio e cielo aperto per la resilienza e l’adattamento al cambiamento climatico, con due direttrici principali: gestione dell’acqua e spazi verdi. Anche Rotterdam sta facendo un percorso simile, con parchi e giardini ad alta fruibilità, che diventano vasche di contenimento per le piogge troppo intense. Nel 2035 ci saranno alle porte dell’Europa 50 milioni di profughi climatici, ha avvertito Pelizzaro che ha poi precisato come sia giunto ormai il tempo del cambiamento, dell’innovazione, della creatività, del guardare al futuro. L’esempio arriva dal sindaco di Cassinetta di Lugagnano, Domenico Finiguerra, che ha aumentato le tasse ma ha ampliato i servizi: i cittadini lo hanno capito ed il suo consenso è cresciuto dal 52% al 75%. In tema di risorse, Pelizzaro ha ricordato che vi sono fondi disponibili per i territori che vogliano innovare, e che presentino seri progetti alla UE. La nuova visione, ha concluso il relatore, porta ad uno sviluppo fluido, endogeno, partecipato, inclusivo, verde, tecnologicamente avanzato: questi sono principi cardine della resilienza.

Il gruppo ‘Casalmaggiore la nostra casa’ ha quindi messo sul tavolo un’ipotesi di lavoro: un percorso di formazione e scambio con Piero Pelizzaro e il suo team, e con altri esperti di resilienza nei vari ambiti della società, organizzando incontri aperti al pubblico con cadenza trimestrale. “Siamo alla ricerca di una Visione – spiegano i referenti del gruppo -. Il tema della resilienza sarà il contenitore del lavoro di ricerca che il gruppo farà nei prossima anni, per la costruzione della Casalmaggiore del futuro. Se avremo forza sufficienza e se gli eventi ce lo permetteranno, questo percorso potrà essere esteso ai comuni limitrofi, fino ad interessare tutto il comprensorio Oglio-Po”.

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