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Sabbioneta, al Teatro
all’Antica arrivano
i Cranchi

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Nella foto, Cranchi in concerto

SABBIONETA – Dopo il tutto esaurito per la presentazione ufficiale del nuovo album dei Cranchi al Teatro Cotogni di Castelmassa (Ro), la band si prepara per il secondo appuntamento teatrale con la formazione al competo per il concerto di sabato 21 febbraio al Teatro all’Antica di Sabbioneta, il più antico teatro stabile d’Europa. Cranchi è una band attiva da alcuni anni, nata tra la provincia di Mantova, Sermide, per la precisione, la provincia di Rovigo, dall’altra parte del Po, e l’Emilia. Un incontro di persone nato dalla passione per la canzone d’autore, sonorità acustiche e folk, con rispetto per la grande tradizione americana ed italiana. Il gruppo è guidato da Massimiliano Cranchi, voce, chitarra ed autore di molti brani, insieme a Marco Degli Esposti, che con lui ha curato la produzione del disco, oltre a suonare chitarre e banjo. Completano la formazione, Simone Castaldello al basso, Federico Maio, batteria, David Merighi al pianoforte, Daniele Merighi, percussioni e Massimiliano Dosoli al clarinetto. I Cranchi hanno avuto occasione di farsi notare a livello nazionale grazie ai precedenti lavori, “Caramelle Cinesi” e soprattutto “Volevamo Uccidere Il Re” con cui hanno partecipato anche finali del Premio Tenco nel 2013.

L’esposizione del quadro “Sogno cileno” di David Merighi, da cui è stata tratta la copertina del disco, accoglierà gli spettatori della serata che si svolgerà come un concerto-racconto in cui le canzoni prenderanno vita attraverso immagini, letture e coreografie della ballerina Giulia Roversi, che interpreterà alcuni brani. Alla serata parteciperanno inoltre Maria Roveran (attrice e cantante) e Gianluca Galletti in arte Gi (attore di teatro e componente dei Fragil Vida), mentre la regia dello spettacolo è di Giovanni Tutti, videomaker che ha realizzato anche il clip per “L’Isola Inflelice”. La band ha scelto questa formula particolare per presentare il nuovo lavoro, “Non Canto Per Cantare”, un album vario, dominato però dall’omaggio a Victor Jara, cantautore cileno ucciso perché si opponeva alla dittatura di Pinochet, in due brani, “11 Settembre ’73” e “Mariposa”, un adattamento libero di un suo brano. L’album poi si muove tra luoghi e tempi, da “California 1849”, la speranza della corsa all’oro presentata però da un punto di vista poetico, oppure ancora “Tenda Rossa”, racconto della spedizione polare del Dirigibile Italia del 1928 o, per arrivare a tempi più vicini a noi, “Eroe Borghese”, dedicato alla figura di Giorgio Ambrosoli, come descritta nel libro/inchiesta di Corrado Stajano.

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