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Vicomoscano, la posta
chiude? “E noi allora
togliamo il conto corrente”

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Nella foto gli uffici postali di Vicomoscano e Casalbellotto

VICOMOSCANO (CASALMAGGIORE) – La protesta dei cittadini della frazione casalese di Vicomoscano? Non è finita, anzi ora passa davvero al contrattacco. Mentre la raccolta firme prosegue, infatti, aggiungendo un’altra novantina di autografi ai 571 raccolti e consegnati al direttore provinciale per Cremona di Poste Italiane Paolo Rufo, c’è chi ha pensato di passare ad un’azione ancora più concreta e decisamente più pesante per le stesse poste, che non potranno ovviamente restare indifferenti.

L’idea è partita dalla provincia piacentina, dove i tagli degli uffici postali sono ancora più pesanti rispetto alla nostra provincia, con otto filiali pronte a chiudere a partire da aprire dopo la riorganizzazione di forze e risorse votate al risparmio. “Chiuderemo i nostri conti correnti all’Ufficio Postale” annuncia Enrica Campanini, battagliera portavoce di tutti i firmatari, che nella propria tabaccheria sta continuando a ricevere autografi “ma anziché trasferirli nella filiale di Casalbellotto che rimarrà aperta, li sposteremo in una banca di Casalmaggiore”.

Un danno, indubbiamente per Poste Italiane, che perderebbe l’appoggio di parecchi correntisti e non potrà certo digerire a cuor leggero questa forma di protesta destinata, forse, anche a colpire nel segno (anche se la decisione sembra presa). Va infatti ricordato che a Casabellotto si trova già una banca, che è invece assente a Vicomoscano. Ecco perché i cittadini hanno pensato, provando a ragionare come i vertici di Poste Italiane, che fosse più semplice, anzi meno rischioso, chiudere a Vicomoscano, dove la concorrenza è di fatto assente, piuttosto che a Casalbellotto, dove il passaggio ad una banca sarebbe stato, di fatto, immediato dal punto di vista dei risparmiatori. Ma evidentemente non sono stati fatti i conti con l’intraprendenza dei cittadini della seconda frazione di Casalmaggiore per grandezza i quali, mentre annunciano la protesta, pressano il sindaco Filippo Bongiovanni per poter avere un incontro a breve, al quale parteciperanno anche un rappresentante dei sindacati, l’assessore al Commercio Gianfranco Salvatore (tante sono infatti le aziende che sfruttano l’Ufficio Postale di via Giovanni XXIII) e anche l’attuale direttore della filiale di Vicomoscano, nominato soltanto a novembre, che, giurano i firmatari della petizione, non sarebbe nemmeno stato avvisato, essendo in questo periodo in malattia, della chiusura ormai decisa. Se quest’ultima notizia fosse confermata, non sarebbe altro che l’ennesima beffa di una decisione che questa frazione non vuole assolutamente accettare.

Giovanni Gardani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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