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Tagli alle Poste,
sindaci del territorio
sul piede di guerra

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Nella foto, l’incontro in Provincia e il delegato Anci Gianni Rossoni

CREMONA – I sindaci del territorio sono preoccupati per la razionalizzazione delle poste. E’ emerso nel corso dell’incontro convocato dalla Provincia con gli amministratori locali (una trentina quelli presenti), svoltosi nel tardo pomeriggio di mercoledì presso la sala Consiliare dell’Ente, per valutare un’azione comune sinergica. Presente il delegato di Anci Lombardia Gianni Rossoni, sindaco di Offanengo, consigliere provinciale che ha portato i saluti del Presidente della Provincia Carlo Vezzini ed illustrato quanto emerso dal confronto del 26 febbraio in sede regionale, con le commissioni consiliari competenti: “Anci Lombardia si è da subito attivata con Anci nazionale-conferenza Regioni richiedendo un incontro con il delegato nazionale di Poste Italiane, appuntamento avvenuto il 19 febbraio scorso. Come Comuni non possiamo più sopportare tagli di servizi; i nostri territori sono già messi a dura prova”.

Ha continuato Rossoni: “Abbiamo chiesto ed ottenuto la costituzione di un tavolo regionale con Anci Lombardia, Regione Lombardia, sindacati e referente regionale di Poste Italiane. Inoltre in Consiglio Regionale è passata all’unanimità una risoluzione che impegna la Giunta Regionale ad attivare il Governo per mutare il piano di Poste Italiane. Peraltro il servizio postale in molti territori ha registrato un decremento della qualità di distribuzione della posta, con consegna di pacchi di posta  quindicinali. Il tavolo istituzionale con Poste deve esser messo in atto rispetto ad un piano che non deve tener conto solo dell’occupazione, ma della qualità di un servizio essenziale per i nostri territori”.

Un servizio fondamentale come ha rilevato il sindaco di Fiesco con 1.250 abitanti, che non vuole la chiusura di tre giorni a settimana dell’Ufficio postale, servendo peraltro anche molti anziani. Altri sindaci, come quello di Pieve San Giacomo lamentano la non regolarità della consegna della posta o la mancanza di sostituzione del personale. Il sindaco di Stagno Lombardo ha evidenziato l’importanza di una azione comune congiunta di tutti i sindaci, strutturando una contrattazione e proposta territoriale nei confronti di Poste, non agendo quindi per singola amministrazione.

Lamentele e durissime critiche anche da parte del sindaco di Casalmaggiore Filippo Bongiovanni , accompagnato dal consigliere Stefano Stringhini, e dall’Assessore Fabio Bergamaschi di Crema per il problema della frazione di Ombriano, che registra 6.000 abitanti: “E’ ora di ribellarsi a queste decisioni che cadono dall’alto – ha precisato Bergamaschi – ed agire insieme con tutti i Sindaci con spirito costruttivo, ma proponendo eventualmente anche azioni forti e limiti, come la chiusura dei conti correnti ed il ritiro dei libretti postali”. Il sindaco di Ripalta Arpina, toccato dalla chiusura dell’Ufficio postale a giorni alterni, ha evidenziato come paesi limitrofi siano aperti negli stessi giorni, facendo quindi presagire in futuro una redistribuzione dei giorni negli stessi territori, che tuttavia non è affatto risolutiva del problema: “Già come Sindaci facciamo nostri i problemi di un’Azienda e noi non dobbiamo farlo, noi dobbiam prenderci cura dei cittadini e del territorio. Vorrei capire come funzioni nelle altre Regioni così come in quelle a Statuto speciale. Bisogna partire da altre basi di confronto”.

Gianni Rossoni, condividendo le preoccupazioni dei sindaci, ha rimarcato l’importanza del servizio pubblico di Poste Italiane e come sia necessario fare richieste che abbiano le gambe per camminare, tutti insieme come sindaci, anche in relazione agli indirizzi di Agcom: “Faremo un documento comune del nostro territorio con le istanze e proposte dei Sindaci da portare come Provincia sui tavoli regionali”.

Poste Italiane ha sottolineato con una nota “che il piano di rimodulazioni degli uffici postali adegua l’offerta all’effettiva domanda sul territorio cremonese, tenendo fermo il principio della centralità del cittadino. Gli interventi previsti dal piano di riorganizzazione degli Uffici Postali in provincia di Cremona, definiti in conformità con la normativa vigente, assicurano efficacia, capillarità e sostenibilità del servizio. In particolare si è fatto riferimento al ‘postino telematico’, la cui copertura sul territorio di Cremona e provincia è assicurato all’87% , offre ai cittadini la possibilità di ricevere a domicilio alcuni servizi (pagamento bollettini, ricariche Postepay e telefoniche, accettazione raccomandate, spedizioni contrassegno). I postini con palmare, stampante e Pos in provincia di Cremona sono 149 su un totale di 172 portalettere che si prevede di incrementare ulteriormente nel 2015. Per quanto riguarda la qualità del servizio di recapito non si registra al momento alcuna criticità sul territorio e il servizio è regolare”.

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