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Cura delle cellule
malate, Ferroni illustra
una nuova teoria

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Nella foto, Orlando Ferroni al convegno di Rimini

RIMINI – Nanotecnologia mirata e naturale: ne ha parlato al convegno del Club dell’Omotossicologia, tenutosi il 7 e l’8 marzo scorso a Rimini, il casalese Orlando Ferroni, studioso e ricercatore (anche in ambito veterinario) specializzato in organoterapia staminale. Organizzato dall’Associazione Medica Italian a di Omotossicologia, la più rappresentativa associazione medico-scientifica a livello nazionale sul tema della medicina omotossicologica e dei bassi dosaggi, il convegno ha accolto le relazioni di medici e professori universitari esperti nelle medicine complementari, per condividere e dibattere degli esiti delle proprie ricerche e dei risultati delle proprie esperienze cliniche. Ferroni, che  a Casalmaggiore ricopre anche la carica di consigliere comunale con delega al Po e al Parco Golena, nel dettaglio si è concentrato sul “ruolo delle microvescicole nella comunicazione intercellulare”.

“La teoria che ho esposto – fa sapere Ferroni – è stata ritenuta attendibile dalle centinaia di presenti, duecentocinquanta circa tra professori universitari e ricercatori specializzati”. “La cellula staminale – semplifica Ferroni – utilizza le microvescicole per esercitare il suo potere di rigenerazione e di guarigione delle cellule malate. La teoria da me proposta prevede l’utilizzo delle stesse microvescicole per una terapia mirata e non dispersiva, che interessi direttamente la parte di tessuto organico malata. Bastano pochi nanogrammi di microvescicole per ottenere un effetto eclatante”. La presenza di Ferroni al convegno di Rimini ha avuto un duplice scopo: “Rendere pubblica la teoria, frutto di approfondite ricerche, e vedere se tale teoria fosse ritenuta credibile da parte degli illustri medici e professori presenti”. Risultato? “Altamente credibile”.

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