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Torchio decaduto,
le reazioni. E Pasetti:
“Ora il penale”

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Nella foto il documento contestato dalla minoranza nelle due versioni e Giuseppe Torchio

BOZZOLO –  “Otto anni fa ho passato momenti peggiori, quando sono stato in Rianimazione per diversi mesi dopo un investimento alle porte di Cremona. Sono abbastanza vaccinato anche se non mi sottraggo dal prendere atto di questa decisione da parte del Tribunale di Mantova”. Così reagisce Giuseppe Torchio alla decisione del Tribunale di Mantova di considerarlo decaduto dalla carica di primo cittadino di Bozzolo. A tal proposito il pensiero va proprio alla sua comunità prima ancora che al suo destino politico. “Questo è un paese che ha bisogno di essere governato perché le emergenze sono tante, dalle nuove povertà, alla microcriminalità per non parlare  delle dipendenze dal gioco d’azzardo”.

Una riflessione rivolta alla gente che dieci mesi fa lo aveva scelto con una netta maggioranza di voti. “Abbiamo trenta giorni di tempo, dalla data della notifica, per decidere se ricorrere in Appello e poi eventualmente in Cassazione” aggiunge ben sapendo che l’alternativa sarebbe quella di andare a nuove elezioni tra un anno cedendo nel frattempo la poltrona al vice sindaco Nicola Scognamiglio. Torchio ritiene sempre insussistente la sovrapposizione di incarichi essendosi dimesso da consigliere a Spineda l’8 aprile. Tuttavia proprio su questo punto non molla la linea degli avvocati della minoranza consiliare di Bozzolo.

L’avvocato Cedrick Pasetti ha infatti preannunciato un esposto alla Procura della Repubblica, perché l’atto in cui sono riportate le dimissioni potrebbe essere stato, a suo dire, modificato, dato che il verbale ufficialmente depositato in comune a Spineda non riporterebbe proprio queste dimissioni. Secondo Pasetti si potrebbe entrare in sede penale eventualmente per falso in atto d’ufficio. Ma tutto è ancora in alto mare, mentre dall’altra parte esulta la minoranza “Noi di Bozzolo”.“Siamo soddisfatti della sentenza” scrive “che conferma la validità dell’intento della nostra azione giudiziaria: non lo stravolgimento democratico bensì la restituzione alla democrazia e alla cosa pubblica della trasparenza che le è dovuta. La sentenza, infatti, attesta in modo inequivocabile come Torchio non abbia mai rassegnato le proprie dimissioni, mentendo sulla circostanza ripetutamente. Chi si candida deve rispettare la legge, la legge non è una interpretazione personale, e per tanto nessuno è esente dalle proprie responsabilità, sia il candidato in pectore sia i candidati a semplici consiglieri. In particolare modo vogliamo ringraziare i legali l’avv. Baroni e l’Avv. Pasetti i quali hanno seguito con grande professionalità e impegno la vicenda, non solo come professionisti, ma anche come segretari dei rispettivi partiti, Forza Italia e Lega Nord”.

Torchio, comunque, senza riferimento all’esposto preannunciato dalla controparte, spiega che “i cittadini hanno fatto una scelta chiara e io ho vinto con una maggioranza del 56% con tre liste in campo: ma mi hanno eletto per poi farmi morire per un cavillo procedurale”. Dopo una carriera politica indubbiamente prestigiosa che lo aveva visto deputato in Parlamento oltre che presidente della Provincia di Cremona, Torchio aveva scelto di candidarsi sindaco a Bozzolo. “Perché volevo morire politicamente nel mio letto, in un territorio famigliare di cui mi ero sempre occupato”. Una scelta che al momento la legge sembra volergli precludere.

Rosario Pisani-Giovanni Gardani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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