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Casalmaggiore, ciao
Autocisa: si investe
nella scuola di Vicomoscano

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CASALMAGGIORE – Via dalle autostrade per pensare alle scuole: il comune di Casalmaggiore dismette infatti le proprie azioni in Autocisa spa, l’azienda che opera nel settore della gestione in concessione di tratti autostradali, e intende investire il ricavato per finanziare parte del progetto di ampliamento delle elementari di Vicomoscano, uno dei plessi scolastici che più necessità di ammodernamento.

Detta così, suona persino semplice: in realtà dietro al passaggio finale vi sono meandri di leggi, articoli e cifre da farsi venire il mal di testa. Detto che la questione deve prima passare dall’approvazione del consiglio comunale convocato lunedì 30 marzo, cerchiamo di capirne di più: anzitutto, il comune di Casalmaggiore non è l’unico ente pubblico che intende vendere azioni. Due leggi di Stabilità (2014 e 2015) combinate impongono infatti di procedere a questa dismissione, poiché l’azienda Autocisa è una società che non ha scopi attinenti a quelli istituzionali di un comune. Il 29 dicembre scorso, del resto, con una ricognizione delle varie partecipate, la giunta aveva illustrato tale intenzione. I vari enti pubblici che possiedono azioni in Autocisa, una cinquantina in tutto, detengono il 4.36% dell’intero pacchetto: Casalmaggiore possiede invece lo 0.095%. Sembrerebbe una cifra irrisoria, ma stante la perizia di uno studio di commercialisti che ha posizionato all’interno di un range che va 2.20 a 2.60 euro il valore di ogni singolo, e tenuto conto che lo 0.095% posseduto dal comune casalese corrisponde in realtà a 92.347 azioni, ecco che la cifra che potrebbe essere ricavata si aggira attorno ai 215mila euro. Non male, specie in momenti di crisi come questo.

Ecco perché tutti gli enti pubblici, al di là della legge di Stabilità sopra citata, stanno prendendo questa strada: su iniziativa del comune di Parma tali enti si sono incontrati prima a novembre e poi a marzo, per unire le forze e in questo caso le azioni, che saranno cedute mediante una gara ad evidenza pubblica. Con l’atto che il consiglio comunale voterà lunedì il comune di Casalmaggiore farà la sua parte incaricando la Provincia di Massa Carrara di creare i presupposti per questa gara e in un secondo momento per la vendita. Qualora questa andasse deserta, si procederà a una seconda gara con un ribasso del 10% (2.34 euro circa per azione); se dovesse andare a vuoto pure questo tentativo, si procederebbe per trattativa privata. In tal senso il comune ha già in mano un’offerta di Salt Spa, Società Autostradale Liguria Toscana, socio di maggioranza di Autocisa, che intende acquistare le partecipazioni. Trattasi tuttavia di un’offerta condizionata: Salt vuole infatti una risposta entro il 31 marzo (ma in questo caso una proroga dovrebbe essere concessa) e soprattutto gli enti pubblici devono accettare la richiesta di modificare gli articoli dello statuto, che prevede il diritto di veto alla maggioranza dei soci pubblici per attività straordinarie. Tenuto conto che basterebbe infatti poco più della metà dei no da parte della cinquantina di soci pubblici (4.36%), ecco che un 2.15% potrebbe condizionare tutto. Basterebbero in realtà pochi soci: la Provincia di Parma (1%), la Provincia di Massa Carrara (0.8%), la Camera di Commercio di Milano (0.6%) e il comune di Parma (0.5%).

Riassumendo, il comune intende vendere quelle azioni e affida il suo incarico alla Provincia di Massa Carrara. Se tutto andrà per il verso giusto, tenendo conto che lo Stato premia chi dismette partecipazioni e dà la possibilità all’ente di utilizzare i soldi ricavati al di fuori del Patto di Stabilità, ecco che i 215mila euro potrebbero essere utilizzati per finanziare l’ampliamento della scuola di Vicomoscano. Certo, di per sé quella cifra non basta, ma dato che Regione Lombardia ha rifinanziato la misura del bando sulle scuole, dove il progetto per Vicomoscano è rimasto in prima battuta fuori per soltanto sei posizioni, la speranza del comune è che in seconda battuta possa andare meglio: in tal caso, vincendo il bando, le casse comunali avrebbe già oltre 200mila euro dai quali attingere per la quota spettante, nel complesso del finanziamento, all’ente amministrativo.

Giovanni Gardani

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