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Pisu, Manera, Parassole:
big della comicità
al teatro ‘Vittoria’

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Nella foto, il cast dello spettacolo

VIADANA – Prosegue la stagione teatrale del ‘Vittoria’ di Viadana. Mercoledì 8 aprile alle ore 20,45 sarà la volta dello spettacolo La Cantatrice Calva nato dal desiderio di lavorare insieme di tre comici amici Max Pisu, Diego Parassole e Leonardo Manera e di due attrici di prosa, Stefania Pepe e Roberta Petrozzi. Un gruppo apparentemente contraddittorio, ma in realtà assolutamente coeso, in cui i ‘performers’ abituati a portare sul palcoscenico le proprie parole in un dialogo molto diretto con la platea, e l’elemento femminile di impostazione tradizionale, fanno esplodere una comicità dirompente. Quali presupposti migliori per rileggere con scanzonato rigore questo capolavoro che mette in luce, con esilarante ferocia, tutto la parte più effimera dei rapporti e della comunicazione verbale? Con un tuffo catartico nell’assurdo che si cela sotto (o dentro?) la normalità quotidiana.

“Serata inglese”… ma non troppo. In questa Cantatrice calva i dintorni di Londra assomigliano ai dintorni di molte città italiane, nel 2014. E l’interno borghese – in cui gli irreprensibili signori Smith ricevono la non particolarmente gradita visita dei coniugi (ma forse no) Martin, e del capitano dei pompieri, esperto in aneddoti, alla disperata ricerca di un incendio da spegnere – possiede una concretezza quotidiana assolutamente riconoscibile. In questo modo, il contrasto fra una forma cui siamo abituati e un contenuto che, privo dei consueti rassicuranti appigli logici, scivola inesorabilmente verso l’assurdo, può esplodere nel modo più comicamente dirompente. Il contrasto è reso ancor più evidente dall’interpretazione dei protagonisti: tutte le coppie, infatti, sono rese dinamicamente divertenti dall’incontro fra l’impostazione più tradizionale dell’elemento femminile, e la continua sorpresa che sanno regalare ai testi strutturati i ‘performers’ abituati a portare sul palcoscenico le proprie parole, in un dialogo molto diretto con la platea. Volti noti ed amati dagli spettatori, che grazie a ciò saranno portati a una forte immedesimazione e potranno provare sulla propria pelle l’ironico disgregarsi di un linguaggio ormai privo di senso. Forse per trovare il coraggio di scoprire, o riscoprire, forme di comunicazione più piene e vitali.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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