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Aria irrespirabile:
a Vicomoscano
interviene l’Arpa

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Nella foto via Marzabotto, da dove è partita la segnalazione

VICOMOSCANO (CASALMAGGIORE) – Non hanno mancato di alzare la voce e farsi sentire, anche tramite social network, alcuni cittadini di Casalmaggiore residenti in via Marzabotto a causa di un forte e in alcuni casi irrespirabile odore acre, simile alla plastica bruciata, che ha iniziato a spandersi nell’aria. Un problema emerso poi, seppur in maniera meno forte e più sopportabile, anche in alcune vie del centro maggiorino, pur non essendo scontato che i due episodi siano collegati e abbiano dunque la stessa fonte.

Un problema sorto nella serata di lunedì e proseguito nella mattinata di martedì, tanto che, dopo avere avvertito sia il sindaco di Casalmaggiore Filippo Bongiovanni, sia le Guardie Ecologiche Volontarie, sia l’Ufficio Ambiente del comune casalese, si è reso necessario l’intervento dell’Arpa. Sempre in zona di Vicomoscano la stessa agenzia regionale per la protezione dell’ambiente si era mossa qualche settimana fa dopo la segnalazione di sversamenti sospetti in alcuni fossi della frazione. Questa volta Arpa è invece intervenuta per le misurazioni dei valori dell’inquinamento presente nell’aria, con un’analisi approfondita partita alle 11 di martedì mattina e della quale non si conoscono ancora i risultati.

L’Arpa martedì mattina è intervenuta nei pressi dell’Emiliana Parati, colosso industriale da anni radicato a Casalmaggiore. “Non è scontato che il problema provenga da lì – ha specificato il sindaco Bongiovanni – e comunque stiamo attendendo i risultati dei rilievi di Arpa. Va anche detto, comunque, che Emiliana Parati ha un sistema di filtraggio adeguato e già testato in passato, dunque anche se fastidiosa, qualsiasi sia la sostanza che si trova nell’aria, se davvero proviene da quell’azienda, non è pericolosa per la salute. Non a caso proprio Emiliana ha ottenuto l’Autorizzazione Unica Ambientale soltanto lo scorso agosto grazie a questi sistemi di sicurezza”.

E’ stata inoltre segnalata la presenza per Emiliana Parati di un sistema di monitoraggio costante che autoregola il flusso di sostanze in uscita dalla fabbrica e segnala con allarmi appositi eventuali anomalie nel sistema e nell’espulsione delle sostanze chimiche utilizzate. Ecco perché, non essendo emerso sin qui alcun problema, non si esclude che la fonte dell’inquinamento possa essere diversa da quella inizialmente ipotizzata. Si attendono comunque gli esiti degli approfonditi esami Arpa, realizzati grazie alla segnalazione dei cittadini.

Giovanni Gardani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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