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Fava a Bellaguarda:
sostegno agricoltura e
repliche a Martina

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Nella foto, Gianni Fava a Bellaguarda

BELLAGUARDA (VIADANA) – La pioggia torrenziale e le saette che squarciavano il cielo non hanno impedito venerdì sera di riempire la sala civica di Bellaguarda. L’assessore regionale all’agricoltura Giovanni Fava pur essendo del posto esercita sempre un’attrazione fortissima per i suoi conterranei. La serata era stata organizzata dalla lista Fronte Civico in vista delle elezioni amministative fissate a Viadana per il 31 maggio prossimo. I problemi legati alla crisi epocale che attraversa il settore agricolo soprattutto nel viadanese si sono intrecciati nel corso del dibattito a quelli della politica in una specie di sottintesa richiesta di aiuto e assistenza. Ma Fava è stato chiaro spiegando che un agricoltore deve accettare il rischio d’impresa senza sperare continuamente nei finanziamenti a pioggia che alla fine non risolvono i problemi. A tal proposito sono stati espressi auspici per una ripartenza della Cooperativa ortofutticola soffocata da una pesante situazione debitoria.

L’intervento di Ercole Montanari ha elogiato la capacità nel produrre ma la scarsa attitudine a vendere ponendo in risalto la concorrenza della grande distribuzione. Al che gli ha risposto Fava spiegando che toccava all’agricoltore difendere la tipicità e la qualità del prodotto evitando declassificazioni negative. L’argomento poi è scivolato sul melone tipico rimarcando l’errore fatto dall’allora presidente provinciale Maurizio Fontanili nel voler ottenere una certificazione di un prodotto mantovano trascutando quello viadanese. “Mai nessuno della passata amministrazione comunale di Viadana mi ha chiamato per ottenere un riconoscimento, una promozione delle colture locali provocando il fallimento strutturale del territorio”.

Fava non si è lasciato scappare l’occasione per rispondere (in maniera anche piuttosto colorita) al ministro Maurizio Martina che proprio in quella stesa sala pochi giorni prima lo aveva attaccato dicendo che la Regione Lombardia non aveva ancora ottenuto il riconoscimento europeo relativo ai Piani di Sviluppo. “Noi siamo gli unici in Italia a riuscire ad anticipare la Pac di sussistenza agli agricoltori per un importo di 330 mila euro suddivisi in circa 31 mila pratiche. Il nosto Piano di sviluppo è di 133 milioni superiore a quello precedente e vale un miliardo e 157 milioni di euro. Questo vorrei dire a chi nei giorni scorsi ha cercato di denigrare il nostro lavoro, ricevendo anche qualche applauso”. Il moderatore Lucio Boni ha di volta in volta dato la parola ai vari rappresenatnti di categoria da Paolo Carra presidente provinciale Coldiretti a Matteo Lasagna di Confagricoltura e Luigi Panarelli della Cia Est Lombardia.

Rosario Pisani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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