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Sciopero all’Emiliana
Parati: picchetto
davanti all’azienda

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Nella foto, il picchetto davanti all’Emiliana Parati

VICOMOSCANO (CASALMAGGIORE) – Dalle 6 di lunedì mattina una parte dei dipendenti dell’Emiliana Parati è in sciopero. L’industria con sede alle porte di Vicomoscano, in fregio alla strada Castelnovese, leader nella decorazione e produzione di rivestimenti murali, vive una delle prime manifestazioni di protesta dei propri lavoratori. La causa sarebbe da ricercare in alcune rivendicazioni sindacali legate alla crisi del mercato russo, uno dei principali in esportazione per l’azienda di Vicomoscano, che avrebbe spinto la proprietà a concordare ferie obbligate per una parte dei dipendenti. Sul posto anche i rappresentanti delle varie sigle sindacali. Allertate le forze dell’ordine già da sabato. Una protesta abbastanza insolita degli operai, che non ha raccolto il favore degli impiegati, i quali non hanno solidarizzato se si esclude una sola persona. Gli stessi operai hanno lasciato le auto parcheggiate lungo le vie adiacenti, senza utilizzare il parcheggio della ditta. I sindacati hanno specificato che, essendo le ferie obbligate esaurite, occorre fare il punto della situazione.

“A valle degli infruttuosi incontri della scorsa settimana tra le delegazioni sindacali e la Direzione aziendale, alle quali ha fatto seguito l’ulteriore incontro tra RSU e Direzione di giovedì 14 maggio, relativamente alla decisione assunta dall’azienda di collocare in ferie comandate buona parte dei lavoratori dei reparti produttivi, l’assemblea dei lavoratori del 15 maggio ha deciso l’apertura dello “Stato di agitazione dei lavoratori dell’Emiliana Parati” con la sospensione delle prestazioni aggiuntive (straordinari) e la proclamazione di una giornata di sciopero per il giorno 18 maggio”: così si legge nel comunicato congiunto di SLC/CGIL, FISTel/CISL e RSU. “La decisione dell’assemblea – prosegue il documento – trova giustificazione nella mancanza di disponibilità della Direzione aziendale a ricercare forme diverse per affrontare i problemi produttivi contingenti. Le O.O.S.S. e la RSU auspicano un ripensamento di merito da parte dell’Azienda in modo da consentire la ripresa delle relazioni sindacali attraverso le quali si trovino, congiuntamente, le soluzioni più opportune dei problemi in essere”.

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