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“Eri il nostro pilastro,
continua a sostenerci”
L’ultimo saluto a Mauro

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Nella foto un momento dei funerali

CASALBELLOTTO (CASALMAGGIORE) – Per celebrare il funerale di Mauro Ballabeni, deceduto a 42 anni in seguito ad una caduta in moto in territorio parmense, don Ottorino Baronio ha addirittura introdotto un rito liturgico estraneo al periodo attuale. Il parroco, invitando i fedeli che gremivano la chiesa a cospargersi il capo di cenere, ha così domandato: “Volete che la disgrazia di Mauro si trasformi in una grazia per tutti noi? Volete farlo rivivere e che la sua morte non sia vana, perpetuando un impegno di fede che lui aveva assunto con me pochi giorni prima della tragedia? Adesso, subito, possiamo farlo, trasformando la sua morte in un miracolo di conversione per noi tutti. Raccogliamo la sua testimonianza e pieghiamo il capo come si fa nel Mercoledì delle ceneri, ricevendo umilmente quel pizzico di polvere che è l’emblema del nostro essere niente sulla terra in attesa e pronti per la vita eterna”.

Il sacerdote, affiancato durante il rito da don Virginio Morselli, prima di iniziare l’omelia si era passato le mani sul volto quasi a voler scacciare un moto di commozione che gli chiudeva la gola. Poi, con coraggio e forza d’animo, ha esordito dicendo che le parole pesavano come macigni e che in quella occasione si doveva preferire il silenzio. “Il silenzio del silenzio, perché il funerale non deve essere una commemorazione strappalacrime e non ci devono essere applausi alla fine dei discorsi. Questo non è un saluto a Mauro e nemmeno un addio. Nella disgrazia noi possiamo vivere un momento di grazia trovando la strada della conversione e prendendo come impegno proprio quello che ci ha lasciato il nostro caro amico!”

Ad ascoltare la intensissima e particolare omelia vi era tantissima gente, i genitori, la moglie, i due figli piccoli. Proprio la consorte Alessia, prima che la bara prendesse la strada del cimitero, ha voluto esprimere un pensiero. Nel microfono che don Ottorino le ha avvicinato alla bocca, con la voce rotta si è così espressa: “Eri il mio rifugio, il mio pilastro portante. Ti prego, dacci la forza a me e ai tuoi piccoli di resistere a tanto dolore e di continuare ad esistere anche senza di te che eri tutto per noi. Grazie ancora amore mio e per sempre”. Confortata dal sacerdote che ha aggiunto: “Io credo Alessia che il pensiero di tuo marito sia ancora più forte di prima e che veglierà su tutti noi”. Il lunghissimo corteo ha lasciato la chiesa incamminandosi poi lentamente verso il cimitero di Casalbellotto.

Rosario Pisani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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