Commenta

Violata la cappelletta
della piccola
Nelda Pagliari

foto-nelda-ev

Nella foto, la cappelletta con la bara di Nelda Pagliari

BOZZOLO – La cappella dov’è sepolta Nelda Pagliari in fondo al cimitero di Bozzolo sembra un minuscolo paradiso, candido e profumato. Ancora resistono le rose che ricoprivano la piccola bara color latte con la scritta “la mamma e il papà”. Poi ci sono decine e decine di altri mazzi di fiori bianchi, insieme a pupazzi, piccoli peluche, simpatici oggettini che gli adolescenti tengono di solito nelle loro camerette. Sembra impossibile che qualcuno abbia voluto sfregiare un ambiente creato per proteggere e restituire serenità dentro al dolore straziante per una bambina uccisa da una macchina venti giorni fa. Eppure le voci diffuse in paese hanno trovato conferma. Mani invisibili hanno portato via nei giorni scorsi il ritratto della bellissima Nelda appoggiato sul pavimento della cappelletta. Non può essere il furto di qualche farabutto a cui faceva gola la cornice del quadretto neppure in argento a quanto risulta. E allora, cosa può avere spinto la persona senza volto e senza nome a sottrarre un ricordo così intimo alla famiglia e a tutti quelli che ogni giorno si  recano al cimitero, in una specie di angosciante pellegrinaggio che continua tutti i giorni a distanza di tre settimane dalla disgrazia? Accanto alla tomba decine e decine di altre piccole foto della bimba che il padre e la mamma hanno lasciato in quantità proprio perchè ognuno ne porti a casa una per ricordo.

Il ritratto con la cornice doveva rimanere la dove era stato adagiato. Adesso la famiglia ne ha portato un altro, con il bel viso di Nelda racchiuso in una cornice di legno crema. Nel frattempo i compagni di classe continuano a riempire un quadernone con i loro pensieri. Con la possibilità di sedersi su piccoli sgabelli per essere più comodi. “Nelda, mi dispiace che sei morta, ma sono felice che hai una nuova casa insieme a Gesù”: scrive Marina. “Ciao Nelda, sono venuto a salutarti. Paolo”. “Oggi, come tutti i giovedì a scuola abbiamo fatto motoria, scienze e italiano. I tuoi compagni mi hanno raccontato che hanno fatto una partita a castelletto lunga 45 minuti. Ti saresti divertita anche tu”. “Oggi è l’ultima volta di catechismo e quindi abbiamo mangiato le torte”: Martina. Anche il pensiero di un adulto in quel mare incontenibile di apprezzamenti ed espressioni nostalgiche “Tu hai donato gli organi ed io avrei dato la vita per te”: ha scritto Giuseppe.

Rosario Pisani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

© Riproduzione riservata
Commenti