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Pomì-PalaRadi, passo
avanti verso l’accordo dopo
il planning di Barbolini

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Nella foto il PalaRadi in versione PalaPomì

CREMONA – Il passo avanti c’è stato ed è pure molto sensibile. Forse non si può ancora parlare di ufficialità (resta da capire cosa ne penserà la Vanoli basket Cremona, che ha chiesto la gestione dell’impianto), ma lunedì mattina la dirigenza della Pomì Casalmaggiore, con il presidente Massimo Boselli Botturi e il dg Giovanni Ghini, e il nuovo coach Massimo Barbolini hanno incontrato sia l’assessore allo Sport Mauro Platè che Tiziano Zini del comune di Cremona. Oggetto del summit, ovviamente, il PalaRadi.

Il ragionamento è molto semplice, da parte Pomì almeno: se il comune stesso ti invita per fare di conto e per sentire le esigenze tecniche, di tempi e di spazi per il prossimo anno, significa, molto semplicemente, che è interessato a tenerti in casa propria, dunque nel palazzetto di Cà dè Somenzi che tanto bene ha portato (sia a livello scaramantico che di tifo) alla squadra guidata fino al 16 maggio da Davide Mazzanti. Lunedì mattina un altro tecnico, quello del prossimo anno, Massimo Barbolini appunto, ha steso davanti a Platè un planning degli allenamenti, dopo avere fatto lo stesso a Casalmaggiore sul PalaBaslenga, dove però come noto i problemi sono decisamente minori. Per inciso, Barbolini non avrebbe avanzato alcuna richiesta esorbitante, dando un segnale di buon senso sicuramente apprezzato anche dall’amministrazione comunale.

Va detto che al momento mancano ancora due tasselli forse decisivi per avere un orizzonte ancora più preciso e a fuoco: martedì sera, per cominciare, la riunione della Lega Volley dovrebbe dare un’idea di quali e quanti saranno i turni infrasettimanali di campionato, resi necessari sia dal fatto che il 2016 sarà anno olimpico, dunque i tornei dovranno finire un po’ prima, sia dal fatto che le squadre iscritte, con l’aggiunta del Club Italia, saranno tredici e non dodici, salvo fallimenti o rinunce dell’ultimora (Bolzano rischia). Altra data clou è quella del 2 luglio: a Vienna andranno in scena i sorteggi di Champions League. Lì la Pomì non solo conoscerà le sue tre avversarie del girone, ma pure il calendario, ergo le tre date in cui giocherà in casa la coppa più importante a livello europeo.

La Pomì, peraltro, ci tiene a portare proprio a Cremona la Champions: che senso avrebbe, infatti, come pure è stato paventato, giocare al PalaRadi il campionato e poi migrare a Montichiari per gli impegni europei, regalando a una piazza tutto sommato lontana la vetrina più prestigiosa e appetibile anche per il pubblico? Da Casalmaggiore ricordano peraltro che la Champions, nel migliore dei casi, prevede cinque soli turni interni, da spalmare tra settembre e marzo: non tantissimi, anzi. Si tratta delle tre sfide del girone e poi delle due gare dei playoff (di fatto ottavi e quarti di finale), dato che poi la final four si gioca in campo neutro e molto probabilmente all’estero. Insomma, riassumendo, qualcosa s’è mosso: e l’invito del comune di Cremona raccolto dalla Pomì suona come un passaggio se non decisivo, di sicuro davvero importante, indice di una comunione d’intenti non sottovalutabile.

Giovanni Gardani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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