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‘Mi hanno avvelenato
le piante’: aggredita in
condominio, e spunta un filmato

Tribu-evi

L'avvocato Marco Corti

CASALMAGGIORE – Un’accesa lite di condominio scoppiata nel 2010 è finita davanti al giudice Francesco Sora come processo d’appello per una condanna inflitta in primo grado nel giugno dell’anno scorso dal giudice di pace. Per l’imputato, residente in un condominio di Casalmaggiore, il giudice ha confermato la condanna: pena di 600 euro più 1.000 euro di risarcimento alla parte civile. L’uomo, difeso dall’avvocato Consuelo Beber, era accusato di lesioni e minacce nei confronti di una vicina. Da tempo, in quel piccolo condominio tirava una brutta aria. Tensioni e discussioni erano all’ordine del giorno tra i condomini: malumori che si sono aggravati soprattutto in seguito alla presenza nel cortile comune di Toby, il cane dell’inquilina, reo, secondo i condomini, di disturbare e di sporcare, e di alcuni vasi di piante messi in cortile dalla stessa proprietaria dell’animale. Quando la donna si è trovata le piante morte, è scoppiato il pandemonio: convinta che gliele avessero avvelenate, è scesa in cortile prendendo in braccio il cane, dicendo: “Andiamo via, Toby, che altrimenti avvelenano anche te”. Una frase che ha provocato la reazione dell’imputato, che ha cominciato a discutere con la vicina in cortile. La scena tra i due è stata ripresa con una telecamera dalla moglie dell’uomo, che era sul balcone dell’appartamento. La lite si è poi spostata nell’androne della casa, dove l’imputato avrebbe strattonato la vicina, prendendola per il collo e continuando a minacciarla. La moglie del presunto aggressore è scesa per riprendere tutto, ma dal video, visionato in aula dal giudice, non è emerso nulla di significativo. Al termine dell’udienza è arrivato il verdetto di condanna. Soddisfatto l’avvocato Marco Corti, parte civile per la vicina (la donna ha cambiato casa dopo qualche mese dai fatti), mentre per l’avvocato Beber “è stato leso il diritto di difesa, in quanto non sono state adeguatamente prese in considerazione le prove prodotte dalla difesa”.

Sara Pizzorni

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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