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Serata Sanità di M5S
tra dibattito, polemiche
e prospettive future

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Nella foto un momento della serata

VIADANA – Qualcuno sostiene faccia male, altri il contrario. E’ un po’ la discussione sul vino bianco da preferire a quello rosso o viceversa. La questione però in questo caso riguarda la riforma della Sanità regionale, che interessa la popolazione intera anche se nessuno si è preoccupato di coinvolgerla se non a giochi quasi fatti, dettaglio che rappresenta poi il nocciolo che sta alla base della protesta dei sindaci pronti a lasciare le fasce tricolori sul tavolo della Regione.

L’ammissione di un colpevole ritardo nel prendere posizione riguardo ai mutamenti previsti in campo socio-sanitario, l’ha fatta pure il consigliere regionale del M5S Andrea Fiasconaro seduto venerdì sera a Viadana al tavolo dei relatori assieme a Cedrik Pasetti, consigliere provinciale della Lega, e ad Alessandro Teveri e Susy Foti, i pentastellati locali organizzatori della serata. Fiasconaro ha spiegato che c’erano proposte alternative per evitare il malcontento e che in attesa del voto definitivo previsto il 14 luglio prossimo in consiglio regionale vi era ancora possibilità di intervento. Per Cedrik Pasetti si stava assistendo solo ad una “intossicazione mediatica” alimentata da riunioni indette senza contraddittorio. “Una specie di patto del Nazzareno stabilito a Bozzolo tra il Pd e Forza Italia, senza alcun interlocutore” ha detto Pasetti.

Il segretario della Lega, specificando che quella che si stava decidendo della temuta riforma era solo l’aspetto della governance cioè la maniera di organizzare le Asl e le Aziende durante la loro trasformazione, ha sottilineato che nessun Ospedale verrà chiuso o indebolito andando al contrario verso un loro potenziamento ed una interazione tra Ospedale e territorio. Affermazioni contraddette dai vari interventi del pubblico allorchè si è ricordato la mancata nomina di quattro primariati, la opportunità di una sede del distretto a Viadana (come ha evidenziato Francesco Maldera, radiologo), la necessità di apporre tagli ai livelli dirigenziali sino alla notizia che già dal 1° luglio il Cps di Viadana era stato trasferito a Cremona nell’ottica proprio del distacco da Mantova, come affermato dalla rappresentante di Sel Mantovanelli che ha anche ricordato il costo dei ticket più elevato rispetto ad altre regioni oltre alle liste d’attesa infinite.

Dall’operatrice sanitaria Bianchini è stata lamentata la difficile collocazione dei pazienti dopo la dimissione, assieme a mille altre problematiche che dovrebbero entrare nella discussione della riforma, come ammesso pure dalla dirigente del distretto Asl di Casalmaggiore Bruna Masseroni per la quale tuttavia non esiste alcun riferimento a temuti tagli dei servizi. Per Giuseppe Flisi un aspetto da non sottovalutare è la professionalità degli operatori sanitari in grado di attirare l’utenza al di là dei confini territoriali. Per il senatore di M5S Gaetti è invece necessario modificare anche  le regole che differenziano una Regione dall’altra. Durissimo poi l’intervento di Nicola Federici del Pd che nel ricordare la latitanza del sindaco viadanese Cavatorta, l’unico a non firmare il documento di protesta tra i vari sindaci, ha sollecitato la necessità di ottenere l’autorizzazione per un consiglio comunale aperto dove i cittadini possano esprimere la loro opinione.

Va detto che nessun sindaco del territorio ha partecipato alla serata. Al tavolo dei relatori, solo Callimaco Cantoni in rappresentanza di Aldo Vincenzi di Sabbioneta. Seduti al tavolo del bar di fronte, Pino Baruffaldi e Giuseppe Torchio sindaci di Pomponesco e Bozzolo, hanno seguito il dibattito a distanza, quasi in sottecchi, senza intervenire, nonostante l’invito di Stefano Capaldo che del M5S è il portavoce, Le loro esternazioni, è stato detto, avranno modo di manifestarsi venerdì 10 luglio quando il governatore di Regione Lombardia Roberto Maroni, dopo aver visitato nel pomeriggio l’Ospdale Oglio Po di Casalmaggiore assieme al presidente della commissione Rizzi, arriverà a Mantova atteso da una folta schiera di sindaci. In quell’occasione, Baruffaldi che, dopo la caduta di Sodano e in attesa della nomina di Palazzi, rappresenta i primi cittadini della Provincia, avrà modo di sfogare tutta la sua contrarietà nei confronti di una riforma sanitaria calata dall’alto e ispiratrice di quella clamorosa decisione di dimissioni in massa, annunciata durante l’ultima assemblea di Pomponesco alla presenza della consigliera regionale Annalisa Baroni.

Rosario Pisani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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