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Po in secca,
a rischio la navigazione
e la balneabilità

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Nella foto, il Po a Casalmaggiore lunedì 13 luglio

CASALMAGGIORE – La combinazione fra temperature elevate e assenza di precipitazioni ha avuto come effetto una magra del fiume Po che gli stessi esperti, a partire dal casalese Angelo Graziano Lanzetti, definiscono “importante e con forti implicazioni sull’inquinamento e la balneabilità”. Quel che accade a Casalmaggiore è in linea con quanto verificato a monte anche a Cremona e Piacenza: il calo del livello dell’acqua provoca secche pericolose per le grosse imbarcazioni, vedi l’esempio della motovane Stradivari che domenica sera, per raggiungere il tratto maggiorino del grande fiume ed assistere allo spettacolo pirotecnico di chiusura della Fiera di Piazza Spagna, ha rischiato di doversi fermare all’altezza di Fossacaprara. Un caso eccezionale, ma come avvisa Lanzetti “il rischio che il Po continui a calare oltre ai 4,41 metri sotto il livello idrometrico registrati dall’Aipo lunedì mattina è concreto vista la situazione meteorologica e la sempre maggiore richiesta di acqua per l’irrigazione delle colture”.

“Al Po si chiede sempre, senza mai restituire”: spiega Lanzetti, che ricorda i livelli di massima siccità raggiunti nel 2003, quando si superò il -5 metri. “avanti di questo passo ci si può avvicinare molto a quei dati”: così l’uomo del Po casalese, che al pari degli altri frequentatori del grande fiume si dice “più preoccupato per l’inquinamento, perché con gli immissari in secca, i laghi che non rilasciano più e le falde ormai incapaci di offrire acqua al Po, è necessario un costante monitoraggio da parte dell’Arpa (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente, ndr) per verificare il livello degli inquinanti ed eventualmente decidere della balneabilità del fiume”. Lontani dunque i tempi delle nuotate fluviali tra società canottieri: il bagno di Ferragosto, dopo un paio di anni di felici sperimentazioni, per ora non s’ha da fare. “L’acqua non è pulita come nelle passate stagioni estive, quando le piogge e le temperature più miti avevano reso il fiume più attraente e balneabile”: commenta Lanzetti, che non dimentica una richiesta fatta ai sindaci e agli amministratori provinciali circa due anni fa, nel corso di una discesa del Po in memoria dell’ambientalista Umberto Chiarini: “Gli enti pubblici locali dovrebbero preoccuparsi di diffondere i dati Arpa sull’inquinamento. Ne va della salute di tutti. Non è possibile che si facciano rilevamenti e analisi e poi nessuno metta a disposizione dei cittadini tutte le informazioni del caso”.

Così, per avere una panoramica della situazione serve rivolgersi proprio a chi il grande fiume lo vive quotidianamente: “I diportisti devono fare attenzione a dove navigano. Ci sono punti di secca dove l’acqua non è più alta di un metro. Azioni possibili? In altri tempi si sarebbero utilizzate le draghe per assicurare passaggi sicuri alle imbarcazioni. Oggi, non essendovi più soldi per muovere questi mezzi e non essendoci in Po esigenze di trasporto merci, gli enti non si preoccupano più del problema”.

Simone Arrighi

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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