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Navarolo, restano
trenta centimetri
d’acqua nei canali

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CASALMAGGIORE – Non solo i problemi legati alla secca del fiume Po e dell’Oglio, con la navigazione a rischio e la balneabilità, laddove è possibile, resa ancora più difficoltosa. La siccità e il gran caldo rischiano di piegare anche le colture dei campi delle nostre Pianure e in particolare la produzione di pomodoro, uno dei prodotti della terra da sempre più apprezzati nel territorio cremonese. L’allarme arriva dal Consorzio di Bonifica del Navarolo, che peraltro paragona la situazione attuale a quella del 2003, l’estate probabilmente più torrida degli ultimi cento anni. Senza acqua non c’è agricoltura, e se i canali sono a secco c’è poco da fare: di fatto, se il livello dovesse scendere di altri trenta centimetri allora l’acqua a disposizione finirà. In gergo tecnico non sarà infatti più possibile il pescaggio delle pompe, che per un meccanismo consolidato necessita di un determinato livello per poter effettuare le varie operazioni di irrigazione nei campi agricoli.

Anche per questo il Consorzio del Navarolo, che ha tre punti di distribuzione cardine negli impianti di Casalmaggiore e Isola Pescaroli sul Po e di Calvatone per quanto concerne l’Oglio, ha chiesto aiuto a Regione Lombardia, Aipo e Autorità di Bacino per provare ad avere un approvvigionamento costante o comunque sufficiente anche a contrastare la discesa lenta ma inesorabile del livello dei fiumi, che si attesta sui 5 centimetri al giorno. L’alternativa sarebbe aprire le paratie per fare arrivare più acqua in particolare dai laghi collegati al sistema idrico del comprensorio Oglio Po e consentire così di mantenere vive colture, come quella di mais e pomodori, preziose per l’intera economia provinciale.

Giovanni Gardani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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