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Cinque moschettieri
ancora sulla breccia
a Casalmaggiore

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Nella foto un momento del concerto e il folto pubblico

CASALMAGGIORE – “Siete sorpresi di vederci ancora qui, dopo cinquant’anni?”. Ha esordito in questa maniera simpatica durante le prove prima della serata Mario Tessuto, uno dei quattro protagonisti dello spettacolo organizzato sabato al Parco della Posta di Casalmaggiore. In effetti ritrovarsi davanti artisti che non si vedevano da quasi mezzo secolo faceva il suo effetto. I capelli bianchi forse erano l’unico dettaglio che ci si poteva attendere, camuffati invece da acconciature stramoderne proprio per confondere l’età.

Ma c’erano la pinguedine, i volti scavati e l’andatura a smascherare la vera identità anagrafica. Le canzoni invece sono rimaste sempre le stesse provocando immutate emozioni a chi le aveva cantate e sognate a quell’epoca, vale a dire nel corso degli anni ’60 e ’70, tanto che, come Gian Pieretti ha avuto modo di sottolineare durante il concerto “queste canzoni si ricordano ancora a memoria, mentre molti di voi faticheranno a ricordare chi ha vinto l’ultimo Sanremo”.

Mario Tessuto, Gian Pieretti, Giuliano dei Notturni e Donatello hanno riempito il parco facendo accorrere quasi un migliaio di persone richiamate dalla bella iniziativa studiata e realizzata da un altro mitico orchestrale, quest’ultimo ancora in auge e pieno di fans anche per la collaborazione con Canale Italia, ossia Fausto Tenca di Casalmaggiore, accompagnato dalla sua orchestra. Tra piatti di salsiccia con polenta (un leggero calo di temperatura ne facilitava il consumo), patatine fritte e tris di casunsei, il pubblico ha passato una serata piacevolissima pur rinunciando a cimentarsi nel ballo poiché la platea era stata allestita in modo da godersi lo spettacolo da seduti senza spazio per la pista. D’altra parte Fausto Tenca aveva premesso che quella era musica per sognare e i quattro leader del passato hanno esaudito perfettamente il desiderio, riproponendo brani indimenticabili come “Io mi fermo qui”, “Malattia d’amore”, “Il vento dell’est”, “Bandiera gialla”, “Lisa dagli occhi blu” e tante altre ancora. I cantanti si sono esibiti per una mezz’ora a testa, alternandosi, per poi regalare un gran finale che ha messo in mostra un buon affiatamento al di là della rivalità, quando i quattro moschettieri hanno regalato l’ultima esibizione sulle note di “Vagabondo” dei Nomadi.

Rosario Pisani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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