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Viadana, dal consiglio
no al Giudice di Pace
Minoranze protestano

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Nella foto il consiglio di Viadana

VIADANA – Non tornerà il Giudice di Pace a Viadana. Lo ha deciso martedì sera il Consiglio comunale nonostante le insistenti motivazioni del consigliere di minoranza Nicola Federici che ad un certo punto è arrivato ad accusare il sindaco di falsità. Giovanni Cavatorta aveva spiegato che la decisione traeva origine da un diffuso disinteressamento da parte degli altri cittadini del territorio, soprattutto per quanto riguardava il sostegno economico.

Una spiegazione smentita dalle diverse lettere ed email, secondo la minoranza, come quella del sindaco di Sabbioneta Aldo Vincenzi ad esempio, dove si sollecitava Viadana a prendere posizione in vista della scadenza di fine mese per inoltrare la domanda al Ministero. A dare una sterzata decisiva verso il no al ritorno del Giudice di Pace a Viadana è stato l’intervento di Gianni Fava, il quale ha descritto il servizio sinora svolto localmente assai lacunoso aggiungendo che non si poteva gestire un ufficio così delicato proponendo una dipendente comunale che fino a poco tempo prima aveva fatto la cuoca. Cavatorta ha aggiunto che bene aveva fatto la Commissaria prefettizia a chiudere l’Ufficio, scatenando poi il ricorso al Tar da parte di tutti i comuni del comprensorio.

Un altro argomento difficile è stato la proposta del Movimento 5 Stelle di creare una Commissione Antimafia comunale, mozione che però come noto è passata all’unanimità. Quella delle infiltrazioni mafiose a Viadana è un argomento che sembra appassionare oltre ogni limite al punto da spingere il consigliere di maggioranza Carlo Avigni a leggere una lettera al direttore di un cittadino che esternava sul giornale una serie di considerazioni sul fenomeno malavitoso scoperti nella vicina provincia reggiana, suggerendo un collegamento ineludibile tra la ‘ndrangheta approdata sulla riva opposta del Po e quella presente a Viadana, anche se finora una prova concreta non c’è. Ancora Fava ha insistito sulla questione parlando di infiltrazioni strane e pericolose nel Pd viadanese nel passato periodo elettorale, provocando la reazione stizzita di Federici. Alla fine la creazione di una commissione comunale antimafia è passata, come noto, con l’esclusione di vari emendamenti richiesti dal consigliere Roberto De Martino.

Rosario Pisani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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