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Sanità, tanto rumore
per nulla? Viadana
torna sotto Mantova

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Nella foto Maroni durante l’ultima visita all’Oglio Po di Vicomoscano

MILANO – Tanto rumore per nulla. O meglio, qualche modifica c’è stata ma davvero leggera rispetto al ribaltone previsto, in particolare per il territorio cremonese e cremasco e per il comprensorio Oglio Po, che da zona di confine era nell’occhio del ciclone. Le ultime novità arrivate da Milano, dopo l’ennesima riunione tra il Governatore di Regione Lombardia Roberto Maroni, la Commissione Sanità, i relatori della stessa riforma e le forze di opposizioni, sembrano di fatto ripristinare una geografia sanitaria simile a quella di poche settimane fa, ante-riforma per intenderci.

Viadana torna sotto Mantova, dunque non si distacca dal resto del comprensorio Oglio Po virgiliano, ma si divide da Casalmaggiore e dal lato Casalasco naturalmente unito per storia e tradizione. Non è più la vecchia Asl Viadana-Casalmaggiore, come si era sperato: si formeranno invece tre diverse Asst, una di Cremona, una di Mantova e una di Crema, che alla fine ha ottenuto l’autonomia per la quale ha a lungo battagliato, ottenendo il proprio scopo. Proprio la Asst di Crema, di fatto, rappresenta l’unica sostanziale novità, dopo tanti stravolgimenti attesi, ma non concretizzati. I riferimenti per i singoli comuni delle altre Asst saranno invece strettamente provinciali.

A dare notizia degli ultimi spostamenti del risiko della Sanità lombarda è Andrea Fiasconaro, consigliere del Movimento 5 Stelle, che da Milano ha commentato l’ultima strategia definendola “il male minore, ma certo non la migliore riforma possibile”. “L’ideale – afferma Fiasconaro, condividendo in questo il pensiero anche di altri avversari politici – sarebbe stata la creazione di una Asst dell’Oglio Po, da circa 80mila abitanti”. Proprio in questa direzione si muoverà mercoledì lo stesso Fiasconaro, al momento del voto, proponendo tale emendamento al parere di maggioranza e opposizioni.

Altra novità riguarda l’apertura, l’ennesima, di Maroni: “Se questa geografia non dovesse funzionare, entro ottobre potremmo rivederla” ha spiegato Maroni ai colleghi. Di fatto quello al quale si va incontro suona come un periodo di prova di due-tre mesi al termine del quale tirare le fila. Rimane, per il momento, la soddisfazione di Crema, che ottiene l’autonomia tanto cercata, e il sentimento a metà dei cittadini di Viadana: da un lato il sollievo per avere evitato la spaccatura rispetto ai comuni mantovani vicini; dall’altro l’insoddisfazione per avere subito una divisione rispetto a Casalmaggiore, al Casalasco e in particolare all’ospedale Oglio Po di Vicomoscano, che da sempre serviva i cittadini viadanesi.

Peraltro, a proposito dell’interesse che la questione ha suscitato, proprio martedì si sono riuniti a Sabbioneta, dopo la consultazione delle rispettive giunte, i sindaci di Sabbioneta, Bozzolo, Gazzuolo e Pomponesco, di fatto gli unici quattro che non avevano firmato il documento inviato dal sindaco di Viadana Giovanni Cavatorta al Pirellone, oltre a Stefano Simonazzi, vicepresidente del Consorzio dei Servizi Sociali di Viadana. “Si è convenuto su un documento di base, elaborato da ogni singola amministrazione, con la conferma e piena adesione alle prese di posizione adottate in precedenza nell’ambito del Distretto Viadanese” hanno scritto i sindaci, che hanno così confermato il pensiero contenuto nel famoso documento firmato da 68 sindaci su 69 del territorio mantovano, mostrando peraltro viva preoccupazione per l’eventuale scorporo territoriale di Viadana dal contesto dei servizi socio-sanitari.

“Riepilogando i passaggi precedenti, i Sindaci – sta scritto nel documento – si erano espressi per una ATS unica tra Mantova e Cremona, anche in previsione di misure di contenimento dei costi sanitari, sempre all’ordine del giorno. Una proposta con i due nosocomi dei capoluoghi, riferimento delle alte specialità e un’area di mezzo rappresentata dall’ospedale Oglio Po per acuti, erogatore di prestazioni di prima emergenza per il territorio e completo di tutti i primariati e il PRM (Presidio di Riabilitazione Multifunzionale) di Bozzolo con il POT (Presidio Ospedaliero Territoriale) e la Riabilitazione, come riferimento primario degli ospedali per acuti (Oglio Po, Asola e dell’area mantovana-cremonese) con il mantenimento in Viadana del Distretto socio-sanitario. È indispensabile investire sulle professionalità e sulle tecnologie, onde evitare la migrazione dei pazienti verso la competitiva rete ospedaliera dell’Emilia Romagna. Va garantita un’area socio-sanitaria dimensionalmente adeguata, come individuato nella programmazione nazionale (600/800mila abitanti), mantenendo un assetto al riparo dai continui tagli operati dallo Stato”.

Da qui un auspicio che a quanto pare è stato disatteso, dato che si parla di un’area intermedia casalasco-viadanese, che sembra essere di fatto saltata, almeno a tavolino, con la separazione tra province da poco decisa a Milano. “Quale che sia la decisione sulle future ASST (Mantova, Cremona, Crema?) – scrivono i sindaci – è necessario garantire, per l’area intermedia casalasco-viadanese, una gestione autonoma o interaziendale, che ponga negli obiettivi di risultato dei Direttori Generali, la realizzazione della piena integrazione tra le strutture ospedaliere della stessa, concentrandosi sulle opportunità che la riforma può fornire a medio e lungo termine e scrivendo, con i tecnici, ogni particolare, onde evitare distorte interpretazioni che, finora, hanno portato a gravi sacrifici sia per l’Ospedale per Acuti Oglio Po che per la stessa struttura di Bozzolo, privata del reparto di riabilitazione cardio-respiratoria”.

Giovanni Gardani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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