Commenta

Il punto nascita
dell’ospedale Oglio Po
è a rischio chiusura

ogliopo-ingresso_ev

Nella foto, l’ingresso dell’ospedale Oglio Po di Vicomoscano

CASALMAGGIORE – Si intitola ‘Governo dei Punti Nascita’, è un paragrafo del capitolo relativo alla rete di offerta sanitaria lombarda messo nero su bianco e deliberato dalla Giunta Regionale dello scorso 4 agosto. Rischia di essere, di fatto, una pietra tombale sul punto nascita dell’ospedale Oglio Po di Vicomoscano. Il perché è presto detto. In base all’accordo tra Stato e Regioni del 16 dicembre 2010 sulla chiusura dei Punti Nascita con meno di 500 parti all’anno, ribadito dalla delibera di giunta regionale del 23 dicembre 2014, è richiesto alle Asl di riferimento sui reparti che non raggiungono quella soglia un preciso progetto di riorganizzazione entro il 9 settembre, con relativo programma che preveda la cessazione delle attività entro il 31 dicembre 2015.

Il problema, per l’ospedale Oglio Po, è che dal 2013 il numero di parti nel presidio casalese è inferiore alle 500 unità e la delibera regionale fa riferimento al dato del 2014, quando nel reparto di maternità del nosocomio di Vicomoscano le nascite sono state di qualche decina inferiori rispetto al mezzo migliaio richiesto dall’accordo tra Stato e Regione. Il rischio, applicando alla lettera le disposizioni approvate dalla giunta regionale, è di una chiusura dell’unico punto nascita dell’intero comprensorio casalasco viadanese. Una vera e propria ghigliottina per un ospedale che deve già fare i conti con primariati vacanti e rimodulazioni frequenti. La questione, evidenziata dal gruppo di minoranza consiliare ‘Casalmaggiore la nostra casa’, verrà discussa nel consiglio comunale straordinario di settimana prossima. “E’ dal 2013, ovvero da quando amministravamo il Comune che siamo al corrente di questo rischio, divenuto concreto con le ultime disposizioni di Regione Lombardia – precisa il capogruppo Pierluigi Pasotto -. Abbiamo ancora tempo fino al 31 ottobre per far sentire la nostra voce. E lo faremo anche nel consiglio comunale di settimana prossima”. Una seduta che, viste le premesse, si preannuncia più rovente del previsto.

Simone Arrighi

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

© Riproduzione riservata
Commenti