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La polemica dei nuovi
Gal, Fava avverte:
“Il tempo ora stringe”

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Nella foto Gianni Fava

MILANO – Sessantasette milioni di euro già a bilancio per il settore Agricoltura da parte della Regione Lombardia: per la precisione 64 saranno a disposizione sul bando e 3 resteranno come fondo di riserva. Sin qui la notizia che già si conosceva e che ha fatto sussultare di gioia i vari Gal (Gruppi di Azione Locale, 16 in tutto il territorio regionale) della Lombardia.

Il punto però è che molto probabilmente la novità impostata dal Pirellone nel bando non è stata compresa, non da tutti almeno. Gianni Fava, assessore regionale all’Agricoltura, lancia dunque un avvertimento, che al contempo appare come una sorta di ammonizione e forse anche di critica. “Tutti i Gal possono accedere ai fondi a patto però che si costituiscano con un accordo di partenariato nuovo”. Il riferimento, nemmeno troppo velato (anzi, Fava lo cita direttamente), è al Gal Oglio Po, a capo del quale vi è Giuseppe Torchio, come noto avversario politico di lungo corso di Fava. “Ci sta che il Gal Oglio Po voglia fare da coordinatore territoriale per l’esperienza che ha – spiega l’assessore – ma deve comprendere che serve un’associazione nuova e diversa dall’attuale. In particolare, peraltro, a capo non vi dovranno più essere, per legge, sindaci o figure amministrative”.

E’ proprio il caso del Gal Oglio Po, quest’ultimo. Tornando al bando, la Regione assegnerà contributi che vanno da un minimo di 5 milioni a un massimo di 8 per ciascun progetto. Di conseguenza, al massimo saranno finanziati 8-10 Gal sui 16 in tutta la Regione. “Per questo è meglio non illudere nessuno e non dare per scontato che i soldi ci saranno per tutti, perché non è così”. Da qui la ricetta di Fava. “Il Gal Oglio Po, a mio avviso, può fare coordinamento, ma non può permettersi di dire ai vari enti e ai privati: “Portate a noi i progetti”, perché non può essere il vecchio Gal a presentare la domanda. Deve costituirsi un’associazione nuova, che a capo deve avere un ente comunale che convochi tutti gli altri partecipanti. Il mio appello è naturalmente ai comuni di Casalmaggiore e Viadana, che sono del resto quelli principali del comprensorio tra i due fiumi. Ribadisco: il vecchio Gal, ossia quello attuale, non ha titoli per partecipare al bando, dunque sarebbe meglio evitare comunicati entusiastici, per non creare un corto circuito di competenze”.

A livello tecnico le domande vanno presentate entro il 15 dicembre (“dunque il tempo stringe” precisa Fava) ed entro 60 giorni dall’inserimento in graduatoria deve costituirsi la nuova società, ossia il nuovo Gal. “C’è un altro dettaglio: nel nuovo Gal le province, stando alla legge Delrio, non possono avere quote e partecipazioni, come avviene invece per l’Oglio Po dove Cremona e Mantova hanno il 30%. Il mio appello è a non perdere questa occasione, muovendosi però nella giusta direzione e senza bypassare passaggi chiave, evitando che il vecchio Gal si arroghi una funzione che non ha, perché non può più averla per come è strutturato il nuovo bando”.

Giovanni Gardani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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