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Pasticcio PalaRadi,
ora Pomì può andarsene
Alle 15 incontro decisivo

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Nella foto la Pomì al PalaRadi

CREMONA/CASALMAGGIORE – Sembra proprio “Quer pasticciaccio brutto de via Merulana”. Anche perché concetti e reazioni sembrano coloriti (anche se meno raffinati in qualche caso) come quelli che uscivano dalla penna di Carlo Emilio Gadda. Il giorno dopo la decisione, che dovrebbe divenire ufficiale nelle prossime ore, di spostare la sede della Supercoppa Italiana dal PalaRadi di Cremona, le reazioni sono un misto di incredulità, tristezza e rabbia. Oltre a tanta ironia. Come al solito lo “sfogatoio” passa da Facebook, ma l’impressione è che presto la battaglia possa giocarsi anche a livello istituzionale, a colpi di comunicati stampa, perché la questione Supercoppa è destinata a divenire (ammesso che già non lo sia) pure una questione politica caldissima per la giunta del sindaco di Cremona Gianluca Galimberti.

Martedì nel pomeriggio il primo cittadino della città del Torrazzo scriveva sul proprio profilo Facebook di essere riuscito, assieme ai suoi collaboratori, a trovare un incastro per creare la possibilità di far convivere Pomì e Vanoli, anche e soprattutto in rapporto alla Supercoppa del 10 ottobre. I commenti dei tifosi, dopo la risposta negativa di Master Group, si sono sprecati. Da ironici “complimenti”, ad aggiornamenti sulla situazione, che sicuramente non saranno sfuggiti al sindaco, il quale però a quel punto aveva evidentemente problemi differenti rispetto alla volontà di aggiornare il proprio profilo. “Complimenti per avere perso la fiducia della Pomì e della Lega Volley” è stato uno dei commenti più morbidi.

A proposito di comunicati, si attende quello del presidente di Lega Volley Mauro Fabris, che in mattinata dovrebbe prendere una decisione. Le strade sono due: la più probabile (altamente probabile, anzi) è che Cremona, come paventato martedì sera, perda la Supercoppa che arriverebbe a Novara; la seconda, stando al comunicato di Master Group in risposta al comune, lascia aperto un piccolissimo spiraglio sul PalaRadi. Per giudicare basterebbe leggersi il testo che spiega che effettivamente le condizioni poste “non rispondono alle effettive esigenze per la disputa della Supercoppa”, ma al contempo aggiunge: “Avremmo potuto accettare la vostra proposta di utilizzo del Palazzetto qualora fosse stato disponibile almeno dalle ore 12 del 9 ottobre, in modo tale da poter consentire ad una delle due squadre di potersi allenare”. Quest’ultima frase è da intendersi come una chiusura definitiva, oppure come uno spiraglio d’apertura? Della serie: se ci ripensate e ci date il PalaRadi in tempo, mantenendo fede all’accordo sulla parola preso martedì mattina in comune a Cremona tra giunta e Master Group, allora si gioca a Cremona.

Intanto, come detto, Facebook raccoglie la frustrazione dei tifosi: che attaccano principalmente Galimberti e l’assessore allo Sport Mauro Platè, oltre alla società Vanoli, accusata di essere poco sportiva e di non voler “dividere la merenda con nessuno”. Altre accuse di miopia sono più velate, anzi ironiche. “Vorrà dire – scrive qualcuno – che venerdì organizzeremo i pullman per il PalaRadi per andare a vedere l’allenamento della Vanoli, il più importante evento sportivo della storia di Cremona”. C’è chi invece invita tutti ad andare a Novara, perché in fondo, come il 16 maggio ha ricordato, il PalaTerdoppio porta fortuna alle rosa.

E a proposito del club rosa, martedì sera in Baslenga si è tenuta una riunione della dirigenza. “Abbiamo parlato delle nuove divise, anzi le abbiamo provate” ha spiegato Massimo Boselli Botturi, presidente rosa, e questo è vero. Certo però il pensiero allo smacco del PalaRadi non è mancato. Tante telefonate, qualche voce particolare su presunte “lavate di capo” e una sensazione che inizia a serpeggiare tra i tifosi: la Pomì saluterà Cremona dopo questo smacco? “Noi siamo felici di restare, se ci vengono garantite condizioni per allenarci e giocare, se ci viene garantita visibilità” ha spiegato Boselli Botturi. Un’affermazione che suona non come un ultimatum, ma come una rivendicazione di prestigio per un club che ha portato lo Scudetto in provincia, per la prima volta. La Pomì, insomma, migrerà davvero? “La giornata è lunga, intanto aspettiamo la decisione della Lega” si lascia sfuggire, sibillino, il presidente casalese. L’impressione è che la Supercoppa sia soltanto il “tappo”: nelle prossime ore le questioni sul tavolo saranno molte di più…

AGGIORNAMENTO – Sull’incresciosa vicenda e soprattutto sulla figuraccia fatta dal Comune, ora interviene anche l’opposizione. Il primo a scendere in campo è il consigliere comunale Marcello Ventura (Fratelli d’Italia), che nella passata amministrazione aveva gestito la delega allo sport. “Apprendo con stupore dell’ennesima figuraccia che questa amministrazione con il suo sindaco ha fatto nei confronti della Pomì, della Federazione Pallavolo, degli sportivi cremonesi e dell’Italia intera – attacca Ventura -. Non si può prima dare e poi a distanza di un’ora negare un palazzetto o peggio ancora mettere in condizione la Pomì di non accettare con delle richieste assurde”.

Secondo Ventura il presupposto da cui partire è che la proprietà del palazzetto è “del Comune” e che la Vanoli ha “una convenzione nella quale vi è un articolo che permette al Comune di utilizzare il palazzetto in caso di bisogno, sempre”. “Ora mi chiedo se non si poteva far valere questo articolo con la Vanoli visto che non si doveva spostare una partita di calendario, ma semplicemente un allenamento? – continua Ventura -. Abbiamo altre palestre a Cremona (Spettacolo per citarne una) dove poteva essere spostato o poteva anche essere svolto a Soncino”. Ventura è durissimo nei confronti della Giunta: “Rimarco ancora una volta che siamo gestiti da incompetenti, a cascata partendo dal sindaco. Se non si voleva far giocare la Supercoppa a Cremona, il sindaco poteva dirlo subito senza perdere tempo e senza illudere nessuno. Sarebbe stato pù coerente e non si sarebbero fatte figuracce”.

“Ora cosa dovrebbe fare la Pomì?” si chiede Ventura? La logica conclusione sarebbe andarsene da Cremona e cercare un altro palazzetto. “Ancora una volta abbiamo perso la faccia e la possibilità di una visibilità totale a livello italiano con 4000 persone che avrebbero volentieri seguito una partita di caratura eccezionale. Il sindaco dice ‘stiamo facendo il massimo nel rispetto di tutti quanti’. Questo sarebbe il rispetto? Per me rispetto non vuol dire prendere in giro. E in tutte le città dove convivono più squadre ad alto livello come fanno? Forse usano la volontà di trovare la soluzione, al contrario di quanto fatto a Cremona in questa occasione”. Perché se tale volontà ci fosse stata, ribadisce Ventura, “l’articolo della covenzione parla chiaro: il Comune può quando lo ritiene opportuno utilizzare il palazzetto in quanto proprietario. In questo caso negligenza e cattiva volontà l’hanno fatta da padroni. Speriamo che ci sia un’ultima scappatoia affinché si possa comunque giocare a Cremona. Ma se anche così fosse, la figuraccia rimediata resta!”.

AGGIORNAMENTO – Alle ore 15 di mercoledì è previsto un incontro in comune tra i dirigenti di Pomì Casalmaggiore e Vanoli Cremona, alla presenza anche degli amministratori di Cremona. E’ l’ultima occasione per salvare la Supercoppa al PalaRadi: la Lega Volley attende l’esito della riunione, poi deciderà il da farsi. Entro mercoledì sera dovrebbe arrivare la decisione definitiva.

Giovanni Gardani-Laura Bosio

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