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Stato d’agitazione al
Busi, i sindacati:
“Intervenga il sindaco”

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Nella foto, da sinistra: Negri, Dusi e Corbari

CASALMAGGIORE – “Siamo molto preoccupati rispetto all”attuale gestione del Busi”: ha esordito Sabrina Negri segretaria generale della Cgil nella conferenza stampa organizzata con i “colleghi” Roberto Dusi (Cisl) e Fulvio Corbari (Uil). Venerdì pomeriggio le tre organizzazioni sindacali, hanno voluto rendere partecipe l’opinione pubblica circa le difficoltà in seno all’importante struttura. Tutti e tre i se segretari generali del settore sanitario hanno in sostanza evidenziato la totale impossibilità di dialogo con il Consiglio d’Amministrazione. “Sono problemi che si trascinano da tempo al punto che già da alcuni mesi abbiamo dichiarato lo stato di agitazione – ha esordito Negri – annunciando che adesso si chiederà un coinvolgimento del Sindaco Filippo Bongiovanni trattandosi una fondazione il cui presidente Franco Vacchelli è stato nominato dal medesimo primo cittadino. “Siamo molto preoccupati per i problemi organizzativi ed economici. Abbiamo offerto la nostra disponibilità per cercare di affrontare assieme le difficoltà ma non abbiamo ricevuto risposta. Anzi, durante  la convocazione davanti al Prefetto ad inizio di agosto c’è parso di avvertire insofferenza nei nostri riguardi”: hanno ribadito i tre sindacalisti.

A far traboccare il vaso sono state le promesse di incontrare i dipendenti senza poi dare mai un seguito agli incontri. “Questo è un patrimonio che appartiene al territorio che svolge un servizio anche per effetto di erogazioni frutto di lasciti di personaggi del posto. Invece ci pare che si voglia gestire il Busi come una clinica privata”: ha ribadito Negri. La scintilla che recentemente ha fatto esplodere la questione è stata quella di posticipare il pagamento degli stipendi di quindici giorni, consegnando la busta paga al 10 del mese successivo  anziché al 27 di quello corrente . Pochi giorni di  differenza probabilmente giustificati  dalla necessità di far coincidere il ricevimento delle rette con il pagamento degli stipendi. “Ma ciò significa risparmiare soltanto 4mila euro in un anno e che non tiene conto dei disagi che si ripercuotono sui dipendenti molti dei quali con scadenze e da rispettare”. Uno dei ptoblemi dell’attuale situazione del Busi potrebbe dipendere dalla rivalutazione al ribasso di un edificio recentemente acquisito: Casa Fontana. “Abbiamo collaborato con tutte le Fondazioni del territorio aiutando a trovare insieme parecchie soluzioni suggerendo tra l’altro ritocchi sui costi mettendo in sinergia alcuni servizi come lavanderia, gli acquisti dei farmaci e altri servizi a cui il cda non ha mai dato risposta. A tutto questo raffreddamento dei rapporti va aggiunto anche il divieto a tutto il personale di entrare al lavoro con le proprie borse potendo utilizzare quelle trasparenti fornite dalla struttura che tra l’altro da tempo è orfana di un direttore amministrativo. L’ultima spiaggia adesso rimane l’incontro chiesto al Sindaco coinvolgendo tutte le forze politiche per salvare il salvabile e soprattutto per riportare serenità in un ambiente di lavoro delicato e responsabile come quello dell’assistenza agli anziani.

Rosario Pisani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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