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Casalmaggiore ricorda
i Caduti: cerimonia con
vertici Austria-Ungheria

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Nella foto un momento della cerimonia

CASALMAGGIORE – L’ultima volta che si ritrovarono tutti insieme al cimitero cittadino di Casalmaggiore fu lo scorso 29 novembre, quando vennero risistemate e ritrovarono dignità le lapidi di soldati italiani, austriaci e ungheresi morti durante la Prima Guerra Mondiale e sepolti proprio a Casalmaggiore.

Sabato pomeriggio – Giornata Europea del Patrimonio e anche data d’inizio, cento anni fa, della battaglia di Flirey, in Francia, uno degli eventi clou del conflitto, almeno nella fase iniziale – gli stessi protagonisti si sono ritrovati proprio davanti a quelle lapidi, coperte da varie bandiere dell’Europa Unita, per una cerimonia breve ma intensa di commemorazione dei Caduti della Grande Guerra, nel Centenario della stessa, almeno se si considera l’entrata nel conflitto bellico dell’Italia, risalente appunto al 1915. Erano presenti il Colonnello Claudio Mantovani per l’associazione Nastro Azzurro (sezione di Cremona) che ha fortemente caldeggiato l’iniziativa, oltre a Mario Eichta, delegato straordinario in Italia della Croce Nera per l’Alta Austria. Con loro anche il console d’Ungheria in Italia Vilma Judit Timmagy, il sindaco di Casalmaggiore Filippo Bongiovanni, l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, le autorità politiche e militari locali e le rappresentanze d’armi. Ha sventolato anche la vecchia bandiera italiana, con lo stemma sabaudo.

Dopo le note sempre suggestive del Silenzio risuonate nel cimitero cittadino, con i vari gonfaloni, tra cui quello del comune di Casalmaggiore, issati al vento, le corone dei soldati ungheresi, austriaci e italiani sono state scambiate e posate dai rispettivi rappresentanti, ossia Mantovani per l’Italia, Eichta per l’Austria e Timmagy per l’Ungheria. I vari protagonisti hanno lanciato messaggi accorati contro la guerra e hanno ricordato, in una sorta di ideale paragone, l’esodo di questi mesi dalla Siria, lacerata proprio da nuovi e attualissimi conflitti.

Giovanni Gardani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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