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Cima, sospiro di
sollievo: niente mobilità,
avanti con la cassa

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BOZZOLO – La Cima di Bozzolo ha comunicato ai sindacati di voler procedere con il ricorso alla cassa integrazione ordinaria fino al termine del 2015, a fronte della scadenza, fra meno di un mese, di quella straordinaria. L’intenzione della ditta, in attesa che si muova il mercato, scongiura l’eventualità della messa in mobilità dei dipendenti, 25 operai che vedono a rischio il proprio posto di lavoro. Gli stessi sindacati proveranno a dialogare con l’azienda nelle prossime settimane per imboccare la strada dei contratti di solidarietà: ipotesi difficile perché implicherebbe la riorganizzazione del lavoro, che da quanto confermato dalla Cima è in forte calo e non garantisce impiego di tutti i dipendenti.

Le sigle sindacali incontreranno i lavoratori venerdì pomeriggio, per un’assemblea in cui verranno esposte le novità e spiegata la linea adottata dall’azienda circa l’utilizzo degli ammortizzatori sociali. Sulla crisi della Cima è intervenuto anche il sindaco Giuseppe Torchio, che si è appellato al governatore lombardo Roberto Maroni: essendo la ditta bozzolese l’unica azienda a livello regionale nel campo delle riparazioni ferroviarie, il primo cittadino, al pari dei sindacati, ritiene assurdo che Trenord si rivolga a ditte svizzere o del sud Italia per un lavoro che potrebbe essere svolto dalla Cima.

Simone Arrighi

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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