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Riaperta la chiesa
plebana di Pieve
San Maurizio

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Dal sito della Diocesi di Cremona

PIEVE SAN MAURIZIO (CA’ D’ANDREA) – Ha assunto un significato del tutto particolare, quest’anno, la festa di san Maurizio per l’omonima Pieve, situata nel comune di Ca’ d’Andrea. Alla presenza del vescovo Dante Lafranconi, che ha celebrato l’Eucaristia, martedì 22 settembre è stata ufficialmente riaperta al culto l’antica chiesa plebana, una delle più antiche della diocesi. Obiettivo farne il centro, non solo geografico, per la vita comunitaria delle parrocchie dei comuni di Ca’ d’Andrea e Torre de’ Picenardi (quella del capoluogo e delle frazioni di Pozzo Baronzio e San Lorenzo de’ Picenardi). Dopo anni di abbandono e degrado l’antica chiesa di Pieve San Maurizio, fondata nel 1019, ha ritrovato tutto il suo splendore, accresciuto da quel patrimonio di storia e fede che, pur con diversi rimaneggiamenti nel corso di dieci secoli di storia, si sono susseguiti. Così se l’interno ha perso il suo stile romanico per un carattere di tipo neoclassico, la facciata a capanna ancora richiama visivamente l’antica pieve. Altro elemento distintivo la torre campanaria, larga e massiccia, che ora è tornata a scandire, con i rintocchi dei suoi bronzi, la vita spirituale di questo territorio. Partecipata la solenne celebrazione che, proprio nel giorno del patrono san Maurizio, ha visto la presenza del vescovo Lafranconi. Accanto a lui il parroco, don Giampaolo Rossoni, e il collaboratore parrocchiale, don Paolo Fusar Imperatore. Presente anche don Giancarlo Bosio (residente a Torre), il vicario zonale don Claudio Rubagotti, don Enrico Maggi (amministratore parrocchiale di Ca’ d’Andrea dal 2000 al 2002) e il segretario e cerimoniere vescovile don Flavio Meani. Ad animare con il canto la Messa la corale formata dai cori delle parrocchie di Torre e Ca’ d’Andrea insieme a Cividale e Spineda. Un appuntamento atteso e partecipato, anche perché in molti è ancora forte il legame con questa chiesa, dove a lungo sono stati celebrati battesimi e matrimoni. Anche per questo la comunità si è mossa con generosità per rimettere in sesto l’antico edificio.

Alcuni anni fa era stato effettuato l’intervento sul tetto. Ma c’era ancora molto da fare per ridare vita a una struttura con impianto luci ormai obsoleto e completamente sprovvisto di amplificazione. Per lo scorso agosto era fissata la scadenza del permesso di ristrutturazione. È stata così una corsa contro il tempo: prima l’intervento sulla controsoffittatura, poi la pulizia e la messa a norma, fino ad arrivare all’allestimento con quanto necessario per le celebrazioni. Un impegno consistente, così come grande sono stati gli sforzi di tutti, che con spirito di collaborazione, capacità personali e generosità hanno permesso di rendere nuovamente consono questo antico edificio di culto. Un luogo di profondo significato spirituale, meta ancora oggi di pellegrini di passaggio in questa zona, ma anche dal punto di vista culturale e storico, visto che come tutte le pievi, anche quella di S. Maurizio fu costruita in prossimità di particolari punti delle centuriazioni romane: l’antica via Postumia. A suggellare l’importante serata anche la piantumazione di un ulivo – da parte del Vescovo e dei sindaci di Ca’ d’Andrea, Franco Potabili Bertani, e Torre de’ Picenardi, Mario Bazzani – nello spazio verde accanto alla chiesa, non lontano da un antico pozzo. È il “Giardino della pace”, una denominazione che intende segnare quello che deve essere lo stile delle comunità situate nei comuni di Torre de’ Picenardi e Ca’ d’Andrea, che proprio qui a Pieve S. Maurizio avranno il cuore del loro cammino pastorale.

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