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Rivivono i dodici
Cesari a
Palazzo Ducale

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Nella fotogallery, l’intervento a Palazzo Ducale

SABBIONETA – A Sabbioneta rivivono i dodici Cesari, rivive la sala a loro dedicata. Si parla di Palazzo Ducale, ovviamente, che per tanti, troppi anni (anzi per oltre due secoli), ha avuto nelle nicchie e nelle teche riservate ai quadri di Bernardino Campi, vasi di fiori dipinti al posto dei reali protagonisti, artisticamente decisamente più pregiati.

L’operazione, service portato a termine dal Rotary Casalmaggiore Viadana Sabbioneta sotto la presidenza di Massimo Mori e iniziato dal suo predecessore Pietro Sganzerla, è stata presentata nel weekend al Teatro all’Antica, altro gioiello della Piccola Atene, che infatti vanta monumenti e bellezze architettoniche a non finire. La platea era gremita di soci e curiosi, oltre che di amanti dell’arte, che hanno potuto festeggiare un recupero low cost ma non per questo trascurabile, che nel giro di sei mesi ha ripreso, con fotografie ad altissima risoluzione, alcune delle otto copie sparse per il mondo – le più vicine a casa nostra si trovano al Museo Nazionale di Capodimonte – realizzate dallo stesso Campi. Da lì l’idea di stampare su tela le stesse foto, con le misure riprese al millimetro rispetto agli originali, e di riposizionarle nella sala che conteneva, prima della confisca austriaca del 1774, proprio i dodici Cesari dipinti dall’illustre cremonese, di origini reggiane, Bernardino Campi.

Opere cinquecentesche, come noto, dipinte attorno al 1585 e del resto tutta Sabbioneta affonda il proprio splendore in quest’epoca dominata da Vespasiano Gonzaga, che ritrova così la luce in formato digitale, realizzato però con una cura tale da non fare rimpiangere, almeno alla vista, le opere pittoriche. L’importanza dell’operazione, patrocinata non a caso dall’Unesco, ha richiamato a Sabbioneta oltre al sindaco Aldo Vincenzi, anche il governatore del distretto rotariano Fabio Zanetti, e soprattutto Gianluca Bocchi, socio Rotary, e Giovanni Sartori, uno degli uomini di cultura più attivi a Sabbioneta, ossia i due artefici, filologicamente parlando, della enorme ricerca per regalare a Sabbioneta un recupero degli originali vicino il più possibile alla corretta forma mentis degli artisti del tempo, con attenzione anche alla cornice, alla luce, al dettaglio insomma. Tutto questo senza scordare l’importanza delle donazioni spontanee di alcuni soci Rotary. La Sala dei Cesari, o degli Imperatori, torna dunque a illuminarsi, con quei dodici ritratti, tre per ciascuna parete del prezioso edificio rettangolare, che pur essendo fotografie già sembrano brillare di luce propria dopo troppi secoli di buio.

Giovanni Gardani


© RIPRODUZIONE RISERVATA

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