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Caos Gal Oglio Po,
Torchio: “Disponibile
a dimettermi”

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Nella foto, Giuseppe Torchio

BOZZOLO – “Il territorio deve rimanere unito. Per questo ho reso disponibili le mie dimissioni da presidente del Gal Oglio Po”: questa in sintesi la replica di Giuseppe Torchio alle insinuazioni secondo le quali molti vorrebbero lo scioglimento del Gruppo di azione locale che solo negli ultimi 5 anni ha distribuito più di 11 milioni di finanziamenti sul territorio. Non dunque una mossa forzata per liberarsi di un avversario politico scomodo ma la necessità di adeguarsi ad una disposizione regionale che vieta a consiglieri, assessori comunali e provinciali, a sindaci e presidenti di Provincia di far parte di Consigli di amministrazione. Come accade in Emilia Romagna dove questa regola trova già applicazione anche per togliere di mezzo possibili speculazioni di tipo elettorale. “Ho dato la mia disponibilità a recedere perché dopo aver difeso l’autonomia del Consorzio di Bonifica Navarolo, del distretto sanitario e degli Ospedali Oglio Po e di Bozzolo, ritengo necessario che anche il territorio dove agisce il Gal possa e debba procedere unito. Ricordando il periodo positivo con una gestione che ha comportato il 98% di investimenti con un costo del 2%, con erogazioni di finanziamenti sino a 11 milioni di euro”.

Molti dei soci dell’Ente si sono chiesti come si possa distruggere tanta professionalità e infatti durante l’assemblea tenutasi lunedì sera a San Giovanni in Croce ben 24 interventi sono stati a favore del Gal mentre in cinque si sono pronunciati contro. Rispettivamente gli amministratori di Viadana, Casalmaggiore, Marcaria,  Commessaggio e San Martino dall’Argine. Mentre il sindaco di questa località, Alessandro Renoldi, alla richiesta di un parere preferisce attendere che i tempi maturino, “Io non ero presente e so che c’è stato uno scontro molto forte; per questo preferisco non esprimere giudizi aspettando la nuova assemblea che dovrebbe tenersi lunedi prossimo”, al contrario il primo cittadino di Commessaggio Alessandro Sarasini non si sottrae ai commenti: “Il problema non è Torchio ma il rischio di non poter partecipare ai bandi europei per i finanziamenti per mancanza dei requisiti”.

Sarasini ricorda la legge regionale che modifica i Gal come attualmente sono strutturati affidandoli a dei soggetti adeguati in grado di elaborare progetti adatti al territorio. “E’ stato sottoposto all’Università di Bologna la questione e la riposta è stata positiva garantendo competenza e disponibilità a tale compito. Attualmente nemmeno il Cda del Gal è in grado di farci conoscere le caratteristiche del progetto da loro elaborato e di questo passo si rischia di perdere i finanziamenti”. Alla fine dell’infuocata assemblea la direttrice Giuseppina Botti assieme al presidente Torchio avrebbero voluto mettere in votazione i diversi pareri alla fine di comprendere quello che si voleva fare di questo Gruppo di Azione locale. Ma tra grida, fischi e altre reazioni non si è potuto procedere anche perché molti avevano già abbandonato la sala rimandando tutto alla nuova assemblea che si terrà la settimana prossima.

Rosario Pisani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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