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Energia a Canneto:
inaugurato impianto
al Molino Cartara

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Nella foto, il taglio del nastro

CANNETO SULL’OGLIO – Inaugurato l’impianto per la produzione di energia idroelettrica al Molino Cartara di Canneto sull’Oglio. Alla cerimonia erano presenti, fra gli altri, il sindaco Raffaella Zecchina, il presidente del Consorzio Garda Chiese che ha realizzato l’opera, Gianluigi Zani, il presidente di Anbi, Francesco Vincenzi e l’assessore regionale all’Agricoltura Gianni Fava. Sull’opera, lo stesso Fava, elogiando lo spirito dell’iniziativa, ha dichiarato: “Non solo si è fatto in modo che dal Naviglio Canneto si potessero produrre circa 250.000-300.000 kilowattora all’anno – ha spiegato – ma soprattutto si è scelto di recuperare un manufatto già presente, senza ulteriori interventi di cemento. Così il territorio ha beneficiato di un miglioramento”.

L’assessore è poi intervenuto sulla ripartizione dei fondi destinati al Piano irriguo nazionale, che da due anni non vede la luce, nonostante le rassicurazioni del ministero delle Politiche agricole: “Non accetteremo dal Mipaaf operazioni furbette – così Fava -, a vantaggio delle aree svantaggiate, lasciando le briciole alle Regioni del Nord. Se così fosse, la Lombardia scatenerà la terza guerra mondiale”. Sul tema delle bonifiche l’assessore all’Agricoltura della Lombardia, Gianni Fava, ha attaccato “l’inattività del ministero, solerte nel fare comunicati stampa, ma ancora fermo con i 300 milioni di euro destinati alle Regioni per il Piano irriguo e che ha voluto avocare a sé. Ebbene, a due anni di distanza lo stesso presidente dell’Associazione nazionale delle bonifiche, Francesco Vincenzi, ha ricordato che nulla è stato fatto”.

Il rischio, secondo l’assessore Fava, è che “qualcuno a Roma applichi ai fondi del Piano irriguo inseriti nel Pon il criterio della priorità alle aree svantaggiate, dirottando così l’85% delle risorse al Centro-Sud e lasciando alle Regioni del Nord 45 milioni, che rappresenta il solo fabbisogno per la Lombardia. Provino a fare un giochino del genere, sostenendo con 255 milioni di euro l’Acquedotto pugliese o qualche altra magagna, e scatenerò la guerra”.

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Commenti
  • Giuseppina Botti

    Mi permetto di porre l’attenzione sul fatto che gli interventi dei partecipanti hanno toccato un elemento essenziale al successo dell’iniziativa: il convergere di una molteplicità di istituzioni che a vario hanno contribuito al successo dell’iniziativa. Tra queste, anche il GAL Oglio Po che contribuito con il riconoscimento di un contributo a fondo perduto.