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Una petizione per
salvaguardare
l’ospedale Oglio Po

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Nella foto, il pubblico presente in auditorium e i relatori

CASALMAGGIORE – “Giù le mani dall’ospedale Oglio Po”: un monito che verrà messo nero su bianco in una petizione allargata a tutto il territorio. E’ la proposta illustrata venerdì alla platea dell’auditorium Santa Croce dalla referente del gruppo Casalmaggiore la Nostra Casa Annamaria Piccinelli, in occasione della serata informativa sulla situazione del nosocomio di Vicomoscano, organizzata da Rive Gauche, circolo Pd di Casalmaggiore e Cnc. Un incontro che ha visto tra i relatori Pierluigi Pasotto, capogruppo di minoranza ed ex assessore ai Servizi Sociali, Ettore Gialdi ex assessore alla Cultura, Luigi Borghesi primario dell’unità operativa di Anestesia e Rianimazione del nosocomio di Vicomoscano oltreché referente dell’associazione Amici dell’ospedale Oglio Po, la sindacalista Cgil Monica Vangi ed Annamaria Piccinelli.

Pasotto ha ripercorso la storia recente del presidio di Vicomoscano, che ha visto diminuire da nove a sei i primariati, da 77 a 62 i medici all’attivo. Il consigliere comunale si è poi concentrato sul lavoro del gruppo politico di centrosinistra che ha richiesto il consiglio comunale straordinario dello scorso 20 agosto durante il quale il direttore amministrativo dell’azienda ospedaliera di Cremona, Camillo Rossi, aveva dato l’ennesima rassicurazione su investimenti che ancora tardano ad arrivare. Del nuovo assetto provinciale e delle conseguenti nascite di particolarismi territoriali come quello del comprensorio Oglio Po, ha parlato poi Gialdi. Sullo stato attuale dell’ospedale di Vicomoscano è intervenuto Borghesi, che ribadito l’esigenza di potenziare i servizi, diminuire i tempi di attesa, ripristinare i primariati vacanti. L’ex vicesindaco ha quindi precisato come il territorio abbia la possibilità di farsi sentire in Regione sino al 31 ottobre, data ultima per le modifiche al nuovo assetto sanitario impostato a Palazzo Lombardia: una riorganizzazione che continua a preoccupare gli amministratori locali del comprensorio, in accordo sulla creazione di un ambito distrettuale Oglio Po.

E alla dimensione territoriale e alla politica “di movimento, tra la gente”, si è richiamata Piccinelli, con la proposta di una petizione “che possa racchiudere le varie richieste di mantenimento di servizi e potenziamento dell’ospedale Oglio Po” e che raccolga “migliaia di firme in un’area che raggiunge i 90mila abitanti”. “Serve un’azione che vada al di là dei campanili e della politica delle carte. E’ il momento di togliersi il colletto bianco e darsi da fare”.

S. Arr.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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