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L’altro “miracolo” di
don Vincenzo Grossi
a Vicobellignano…

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Nella foto il manifesto fuori dalla chiesa di Vicobellignano e la reliquia di don Vincenzo Grossi

VICOBELLIGNANO (CASALMAGGIORE) – Potremmo definirlo come l’altro miracolo di don Vincenzo Grossi, già beato, dal 1975, e in procinto di divenire, domenica mattina in piazza San Pietro in Vaticano, santo. Non un miracolo ultraterreno, come quello che è valso il processo di canonizzazione per il sacerdote della nostra terra, che guarì dal cielo una bambina da una malattia parsa incurabile, bensì un “miracolo” di dialogo interreligioso, una di quelle imprese che, nel mondo di oggi culturalmente lacerato e in conflitto spesso anche tra confessioni vicine, risulterebbe ancora così utile.

A custodire il ricordo, tramandato nei vari volumi da lui collezionati e studiati, spesso con sottolineature sui passaggi più significativi, è don Franco Vecchini, oggi sacerdote in pensione ma dalla fine degli anni ’70 e fino al 2011 parroco a Vicobellignano, frazione di Casalmaggiore della quale don Vincenzo Grossi è stato guida spirituale per ben 34 anni. Don Franco, assieme a don Gabriele Bonoldi, attuale parroco della frazione, ci accoglie presso la chiesa di Santa Maria Assunta, un vero e proprio gioiello del casalasco, che mostra, a lato dell’altare, la reliquia di don Vincenzo, alcune ossa del braccio e della mano. Da qui sono partiti sabato mattina per il pellegrinaggio verso Roma, con un treno, un pullman e tante macchine, per un totale di oltre 60 fedeli, numero consistente dato che parliamo di una frazione di poco più di mille abitanti.

Qui don Vincenzo morì nel 1917 dopo avere curato le anime di una frazione considerata all’epoca dalla stessa Diocesi di Cremona dura da gestire e poco addomesticabile. Ma il vero miracolo di don Grossi riguarda i rapporti con un folto gruppo di protestanti metodisti, giunti dall’Inghilterra e che alla fine del 1800 raggiungeva a Vicobellignano le 100 unità. Difficile in quegli anni andare d’accordo, anche perché, stanti i problemi economici e i diktat della Fabbriceria all’epoca (spesso si risparmiava anche sulla luce degli edifici religiosi), né la chiesa parrocchiale né quella di Santa Maria dell’Argine vennero messe a disposizione del gruppo religioso, che infatti professava a casa del proprio pastore di riferimento. Lo sforzo di don Vincenzo Grossi fu quello di indicare la strada della dottrina della chiesa, ottenendo come risposta un rapporto franco e schietto, ma decisamente migliore. La riprova? Quando don Vincenzo nel 1890 portò a Vicobellignano le Suore di Maria Bambina, queste aprirono una scuola che in pochi anni ospitò anche i figli di quel gruppo di protestanti metodisti. Il tutto mantenendo fede all’impegno dell’Istituto Figlie dell’Oratorio fondato a Lodi, il motivo principale per il quale oggi don Grossi viene ricordato, facendo la spola in treno da Vicobellignano più giorni la settimana.

Sabato, come detto, il pellegrinaggio ha portato i fedeli casalesi ad Arezzo e poi a Roma, mentre al ritorno, dopo la messa di canonizzazione domenica a San Pietro, il viaggio passerà da Bolsena e Siena. E così Vicobellignano ricorderà il suo parroco, apprezzato più negli anni a venire che non durante il suo ministero: non lasciò la chiesa in buone condizioni, ricorda ancora qualcuno, riferendosi all’edificio vero e proprio (che oggi risplende, vero gioiello del Casalasco), mentre c’è chi sostiene che non fosse sempre ben visto anche per qualche contrasto sul solco dei Cristiani Intransigenti (corrente partita addirittura da Pio IX, che di fatto separava nettamente Chiesa e Stato, e che don Vincenzo sposò con qualche distinguo) con il vescovo di allora Geremia Bonomelli. Per rendere l’idea, in qualche occasione don Vincenzo allungò anche la cosiddetta dottrina del pomeriggio, poco frequentata durante il periodo della Fiera di San Carlo, proprio per tenere sul chi va là i pochi fedeli presenti.

Ma in realtà don Vincenzo, che fondò pure una sorta di società di mutuo soccorso, pensava in particolare in età più matura, anche a causa degli acciacchi fisici, prima di tutto alla cura delle anime e dello spirito, che non agli affari materiali: in tal senso ottenne molte conquiste perché qualcuno tornò effettivamente in seno alla chiesa cristiana in quegli anni. Una vittoria postuma, che domenica vivrà il suo giorno più importante.

Giovanni Gardani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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