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Addio ad Andrea,
“ora aiuta mamma
e papà: io non ci riesco”

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Nella foto due momenti del funerale di Andrea Galetti

BOZZOLO – Non è bastato un solo giro da parte della impresa di pompe funebri Gusberti per trasferire la gran quantità di fiori dall’abitazione di Andrea Galetti verso la chiesa. I parenti, i compagni della classe 1989, la cooperativa di Spineda, gli amici del Blues eyes e tanti altre persone hanno voluto trasmettere la propria partecipazione con cesti, mazzi e ghirlande di fiori bianchi.

Il postino ha continuato a consegnare telegrammi anche quando il corteo stava lasciando la trattoria “Al Ponte Bonifica” della famiglia Galetti diretto a San Pietro in Bozzolo. L’amministrazione comunale ha partecipato al lutto con i manifesti funebri mentre il sindaco Torchio ha presenziato personalmente al funerale abbracciando i genitori mentre il feretro entrava in chiesa. “Come possiamo non piangere, come possiamo non entrare in quella serie di domande e interrogativi, com’è possibile non puntare il dito contro Dio e chiedere “Ma perché questo?” ha esordito nella sua omelia don Gianni Macalli, che era attorniato da don Elio Culpo, don Ernesto Marciò e dal vicario don Gabriele Barbieri.

“L’unica parola necessaria è quella che deve infondere in noi la speranza che serva a dissolvere il dilemma se Andrea continui a vivere o no e se Dio esista o meno. Anche voi giovani – ha detto il parroco, rivolgendosi ai tanti coetanei del giovane deceduto dopo breve agonia all’Ospedale di Brescia per un trauma procuratosi in casa cadendo sul pavimento per un malore – dovete tenere presente che la vita non è quella che immaginate o vorreste. La vita è un grande dono e non bisogna disperarsi nemmeno di fronte a questi 26 anni di Andrea che sono volati via. Dio non prende in giro nessuno” ha continuato alzando il tono della voce, ricordando che Lui ha messo a disposizione se stesso e la Croce senza dire se il sacrificio si doveva compiere a 26, a 30 o a 15 anni. “Questo consente di capire che anche in momenti come questi Dio ci è accanto dicendoci che il Signore farà rifiorire la sua vita e la sua felicità nell’aldilà”.

Don Gianni ha pure fatto riferimento alle tre parabole citando il pastore che aveva ritrovato la pecorella smarrita, la donna che aveva recuperato la moneta perduta e il genitore a braccia spalancate per il ritorno del figliol prodigo. Riferimenti biblici per rinsaldare una fede che certe tragedie possono far vacillare. Alla fine del rito la sorella Francesca ha letto un messaggio toccante che ha fatto venire un groppo in gola alla tanta gente che gremiva la chiesa. “Eravamo diversi, come il  giorno e la notte. Ma ci volevamo bene perché eravamo dello stesso sangue”: queste le prime parole con le quali Francesca ha voluto rivolgersi ad Andrea come se lui potesse sentirlo, guardando fissa la bara di legno chiaro appoggiata sui supporti davanti la balaustra.

“Seduta sul tuo letto in ospedale volevo toglierti tutto quel dolore così come adesso vorrei stare con te tutta la vita. Ma ora come faremo senza di te? Da amante della vita quale ero, oggi mi sento di odiarla questa vita. Mi piacerebbe chiudere gli occhi e riaprirli tra due anni quando forse il dolore si sarà attenuato”. Poi dopo una brevissima pausa la ragazza con la voce che tratteneva a stento il pianto ha continuato. “Lasciami dire ancora una cosa, poi ti prometto di lasciarti andare. Fatti vedere almeno una volta nei miei sogni. Fammi ricordare quando rientrando dal lavoro tu mi abbracciavi forte. E soprattutto aiuta mamma e papà ad essere forti, perché io non ci riesco. Ti voglio bene Andrea”. Un messaggio struggente che ha sollevato brividi sulla pelle della gente mentre la giovane rientrava tra i banchi stringendosi forte alla mamma, mantenendo quel forte abbraccio sino all’uscita dalla chiesa. La salma è stata poi accompagnata da un lungo corteo di macchine sino al cimitero di Cividale dove è avvenuta la sepoltura.

Rosario Pisani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

 

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