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Il Gal entra in consiglio
Mozione del Listone
sull’Oglio Po “spaccato”

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Nella foto il municipio di Casalmaggiore

CASALMAGGIORE – “Qualche futuro per il Gal Oglio Po?”. E’ questa la domanda cardine delle mozione presentata dal gruppo consiliare il Listone nel consiglio comunale di venerdì sera alle ore 21 a Casalmaggiore: un documento che dunque presenta anche al consesso cittadino il tema caldissimo in questo periodo dei Gruppi di Azione Locale.

“Il GAL Oglio Po comprende Comuni di una vasta area compresa tra le province di Cremona e Mantova – spiega il Listone – con una popolazione di quasi 120.000 abitanti, e naturalmente vi ha aderito anche il Comune di Casalmaggiore, che ne fa parte. A fronte di un contributo annuale pari a € 3.375,00 come quota associativa, tra il 2003 e il 2015 il Gal ha destinato a Casalmaggiore contributi per oltre un milione di euro, precisamente € 1.106.460,20; beneficiari sono stati il Comune e altri soggetti che hanno partecipato ai vari bandi. Questo denaro è stato utilizzato, ad esempio, per i percorsi ciclopedonali, per le reti dei musei, per l’impianto fotovoltaico delle scuole elementari e sul tetto del Polo Romani, per l’International Music Festival e tanto altro, ma anche per promuovere iniziative di rete che hanno valorizzato Casalmaggiore in Italia e all’estero”.

Dopo l’analisi del passato, ecco quella su presente e futuro. “Nonostante questa pioggia di soldi, il Gal Oglio Po rischia di sparire, soprattutto, anche se sopravvivesse, il Comune di Casalmaggiore potrebbe non farne più parte. La Regione Lombardia ha approvato con delibera n. X/3895 del 24 luglio 2015 il Piano di Sviluppo Rurale 2014-2020, che prevede contributi complessivi per € 64.300.000,00, da suddividere tra i vari piani che verranno approvati e finanziati. La Regione tuttavia prevede che i piani siano presentati da soggetti nuovi. Una scelta comprensibile, se si tiene conto della partecipazione al consorzio di soggetti privati, meno comprensibile se si guarda agli enti territoriali, come appunto i Comuni, e non del tutto comprensibile, come rileva l’Anci Lombardia, se non si tiene in considerazione l’esperienza già acquisita dai precedenti GAL, a maggior ragione se hanno operato bene come il nostro. Da notare che questo cambiamento non è nemmeno previsto né prescritto dall’Unione europea”.

“A seguito di questa direttiva – prosegue poi il documento del Listone – il GAL Oglio Po ha convocato l’Assemblea dei soci per deliberare un nuovo partenariato che mantenga l’assetto territoriale attuale, ma alcuni comuni mantovani e due cremonesi, Casalmaggiore e San Giovanni in Croce, non hanno aderito segnando una preoccupante frantumazione del territorio. Stando alle informazioni della stampa, il Comune di Casalmaggiore entrerebbe in un nuovo Gal insieme ai comuni dell’Oltrepo mantovano, e questa scelta costringerà gli altri  comuni del comprensorio ad aggregarsi in un modo diverso, separando le proprie iniziative da quelle del Comune di Casalmaggiore e di San Giovanni in Croce, e forse anche in concorrenza. Così l’unità del nostro territorio verrebbe frantumata proprio dal Comune di Casalmaggiore, che ne era stato e dovrebbe continuare ad esserne il promotore naturale e principale”.

Infine la domanda posta al sindaco. “Ci chiediamo quale sia il senso di questa operazione strategica, che avrà importanti ripercussioni sul futuro della nostra città e di tutto il territorio, e soprattutto ci chiediamo con quale investitura il Sindaco sta perseguendo questa operazione, che il Consiglio Comunale alla fine dovrà deliberare, e di cui invece è stato tenuto finora all’oscuro, mettendolo di fronte al fatto compiuto”.

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