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Aemilia, le udienze
preliminari: i tre
“viadanesi” alla sbarra

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VIADANA – Duecentodiciannove imputati, otto di questi sono mantovani, tre nello specifico viadanesi d’adozione. Sono questi i numeri dell’inchiesta Aemilia, entrata nel vivo delle udienze preliminari nell’aula allestita al padiglione 18 di Bologna Fiere. Associazione a delinquere di stampo mafioso è l’accusa con cui gli imputati sono finiti alla sbarra: tutte persone che ruotano attorno alla Cosca Grande Aracri di Cutro, il cui fulcro è a Reggio Emilia e mira a gestire, direttamente o indirettamente, il controllo di attività produttive ed economiche del Nord e non solo. Si pensi ai lavori per il sisma del 2012, alle pressioni per le elezioni dal 2007 al 2012 nei territori parmense e reggiano.

Gli imputati legati a Viadana sono gli spacciatori di hashish Stefano Laera, cutrese 29enne e Antonio Nicastro, 34enne (entrambi agivano per conto di altri, come Michele Bolognino), e poi Pasquale Riillo, che si occupava di reinvestire gli investimenti della Cosca cutrese ed è ritenuto vicino agli Arena, al pari del fratello Francesco che risiede ormai in Polonia.

S. Arr.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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