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Dal comprensorio
a Parigi: la marcia
dei 300 per il clima

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Nella fotogallery alcuni momenti della manifestazione

CASALMAGGIORE – Se l’elemento caratterizzante del comprensorio Oglio Po è l’acqua, allora ecco che è possibile paragonare la grande Marcia per il Clima andata in scena domenica mattina a Casalmaggiore a un grande fiume di persone, arrivate da vari comuni proprio come gli affluenti fanno con il Po e ritrovatesi davanti alla stazione ferroviaria casalese, per giungere infine in piazza Garibaldi, davanti al municipio, fulcro della manifestazione dalle ore 11 in avanti. Un mare, anzi come detto un fiume, di biciclette e striscioni, in primis: questo il colpo d’occhio per chiunque transitasse dal centro maggiorino.

Un messaggio dal basso che dovrà ora arrivare ai potenti del mondo, dato che a Parigi, da lunedì e per due settimane (fino all’11 dicembre prossimo) proprio di clima si parlerà e di misure per contrastare i cambiamenti climatici che stanno mettendo in ginocchio il nostro ecosistema, a causa di inquinamento e cambiamenti delle abitudini, anche lavorative, accelerati negli ultimi decenni con il progresso e l’industrializzazione.

Tante le associazioni e i comuni presenti, impossibile di fatto elencarle tutte: di sicuro sono stati diversi i punti di ritrovo e poi, come qualcuno ha suggerito, tutte le marce hanno portato a Casalmaggiore. Alle ore 9 da Piadena e da Solarolo Rainerio, ma anche da Gussola, dove è confluita pure una rappresentanza del comune di Cà d’Andrea e dove ha fatto capolino l’atleta paralimpico Andrea Devicenzi, e ancora partecipanti giunti da Cremona, da Martignana, da Viadana, da Parma (questi ultimi quasi tutti in treno), con presenze importanti anche dal punto di vista istituzionale per ciascun paese o città rappresentata. E c’è chi addirittura ha presenziato arrivando da Senigallia, nelle Marche, richiamato per dare un’eco davvero globale e più ampia all’iniziativa. Non mancavano nemmeno esponenti politici di Colorno, Sissa Trecasali, Mezzani, Torrile, San Secondo, Sorbolo, Sabbioneta, Bozzolo, Torre dè Picenardi, Vescovato, mentre per le Acli cremonesi si è presentato il nuovo presidente Francesco Caffelli, quasi alla sua prima uscita ufficiale. Per il comune di Casalmaggiore, che ha ospitato l’iniziativa, ha parlato in particolare Stefano Stringhini, consigliere con delega all’Ambiente, prima dell’arrivo tra la folla anche del sindaco Filippo Bongiovanni, impegnato in una cerimonia proprio nel palazzo municipale. A scortare i partecipanti in sicurezza lungo i tratti più a rischio Carabinieri delle varie caserme, Polizia Locale dei vari comuni e le Guardie Ecologiche Volontarie di Casalmaggiore.

Tra i protagonisti che hanno preso la parola non poteva mancare Cesare Vacchelli, grande promotore dell’iniziativa dopo anni spesi con furore a favore delle tematiche ambientali, prendendo l’ideale testimone da Umberto Chiarini, il cui degno riflesso è stato riportato anche nelle parole del figlio Damiano, sempre presente in questi momenti molto simbolici e che, come qualcuno ha sottolineato, forse non cambieranno il mondo, ma offrono comunque una speranza che fare qualcosa sia possibile. Anche Andrea Devicenzi ha preso la parola, così come Rachele, una ragazza del Polo Romani, rappresentante dunque della partecipazione delle scuole locali. Il microfono è passato anche al sindaco di Bozzolo, nonché presidente del Gal Oglio Po Giuseppe Torchio, così come ad Angelo Angiolini, che assieme Chiarini e Vacchelli ha rappresentato l’anima ambientalista della manifestazione. Tutti i sindaci, o comunque chi ha fatto le veci dei primi cittadini dei comuni partecipanti, hanno sfilato con la fascia tricolore al collo. Il poeta orientale Jajgid, residente a Piadena, ha invece intonato canti e poesie con il tema della salvaguardia del nostro mondo sullo sfondo, regalando ulteriore qualità e atmosfera alla mattinata, che si è poi conclusa presso gli Amici del Po con un pranzo comunitario.

Tutti i rappresentanti e i partecipanti – circa 300 unità – sono arrivati a piedi o in bicicletta (o in treno, come detto, da Parma) perché questa era l’unica vera regola da rispettare per poter partecipare, evidenziando peraltro l’importante del Tibre ferroviario (diversi i cartelli che hanno richiamato l’essenzialità di questa opera strategica) rispetto a quello autostradale, più costoso e dannoso per le nostre campagne. Oltre a tale tematica, sono stati altri gli argomenti toccati: a livello generale il pericolo dell’innalzamento del livello di CO2 (anidride carbonica), dunque dell’inquinamento, così come il pericolo di una temperatura globale sempre più elevata, che crea di conseguenza gravi problemi alle zone più fredde del pianeta, ai loro ecosistemi e, a cascata, al resto del mondo. Ma si è parlato anche di Paes, ossia di Piano per le Energie Sostenibili, che tutti i comuni hanno adottato, lasciandoli però nel cassetto, come ha ammonito Chiarini, quando invece sarebbe ora di fare qualcosa di concreto.

Inoltre non è mancato un accenno al potenzialmente del presidio ferroviario di Casalmaggiore, contrariamente allo smantellamento annunciato da Rete Ferroviaria Italiana. Infine dalla Fiab, che ha portato a Casalmaggiore il consigliere nazionale Umberto Rovaldi, è arrivato un monito a non abbandonare l’idea del Tibre dolce, ossia ciclabile, e a ripristinare o realizzare ciclabili a norma nei tratti dove queste mancano: su tutti, quello che dal ponte sul Po va a Colorno, interrompendo di fatto un territorio che, in realtà, ha un suo continuum da sempre e rappresenta un punto di contatto tra Lombardia ed Emilia Romagna. Un dettaglio quest’ultimo non banale, che dimostra come la manifestazione di domenica non abbia riguardato soltanto il comprensorio Oglio Po, allargando invece i propri orizzonti anche geografici. Fino a Parigi.

Giovanni Gardani

 

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