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Viadana, arriva l’asino
di Santa Lucia:
è polemica

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VIADANA – Fa discutere a Viadana l’iniziativa organizzata dalla Pro Loco che prevede la presenza di un asinello in zona San Pietro per il 12 dicembre, giorno precedente la tradizione di Santa Lucia. “E’ da qualche giorno che molti cittadini di Viadana e non solo mi hanno scritto indignati per la scelta di mettere ‘a disposizione’ dei bambini un asinello in zona San Pietro, per stressarlo, fuori dal suo luogo naturale e in mezzo a confusione e schiamazzi e naturalmente per sottoporlo a foto ricordo – scrive Roberto Biasotti di Commessaggio, già conosciuto per far parte di un gruppo nazionale di guardie ecozoofile -. Ovviamente qui non si sta parlando del classico maltrattamento animale, ma se si va a fondo alla questione, non c’è bisogno di uno psicologo comportamentista o specialista della comunicazione, come me, per comprendere che l’animale è comunque sottoposto a stress”. “Ritengo inadeguata la scelta della pro loco – precisa Biasotti – e dei suoi affiliati che non avendo né altre idee, né la doverosa sensibilità, né la creatività, né la cultura, né umanistica, né tantomeno animalista, procederà nell’intento di queste logoranti reminiscenze natalizie, subculturali”.

“Potrei capire i beduini nel deserto con dromedari e/o cammelli e i turisti a farsi la foto, ma li siamo nel terzo mondo – attacca Biasotti -. In Italia, paese civile, e naturalmente con un’altissima percentuale di persone che hanno a cuore il benessere degli animali, ciò è intollerante. Già due anni fa intervenni in piazza a Viadana, dove dei poveri maialini, nascosti tra la paglia, infreddoliti e impauriti, dalla musica del Dj chiamato sempre dalla pro loco, alcuni conigli e il solito asinello, tremavano e non credo solo dal freddo. Mi consultai con il mio comandante e la manifestazione venne bloccata, anche se troppo tardi a mio avviso. Quest’anno c’è l’asinello. Ovviamente non posso dire che ciò sia illegale, proprio per una questione di cultura mai approfondita, poiché vi è anche sicuramente il consenso dell’ASL, di competenza, ma l’ASL fa il suo mestiere, invece chi dovrebbe fare il suo mestiere e dare esempio di sensibilità e coscienza pensa evidentemente ad un ritorno di immagine o magari sottilmente ad altri guadagni come forme di rispetto e dichiarate competenze territoriali in chiave organizzativa”.

“Ovviamente le risposte sul social network facebook di tante sagge persone e amanti non solo degli animali, ma del sistema educativo in genere, dissentono da queste arcaiche e primitive forme di intrattenimento – continua Biasotti -. Perciò, io avrei una proposta. Se non si è arrivati a comprendere che sarebbe stato meglio affittare un pulmino e portare i bimbi a visitare una fattoria e spiegare loro la vita degli animali, ma ovviamente mi chiedo anche se ci sarà mai qualcuno di questi bravi organizzatori capace di farlo, l’alternativa sarebbe quella di far indossare agli stessi organizzatori il costume da asino e farsi fotografare con i bambini per quelle 5/6 ore deputate allo svago dei piccoli, al fine di comprendere sia lo stress che subisce un animale in situazioni così caotiche, sia l’immedesimazione nello stesso, che sarà sempre e comunque un complimento, poichè gli asini sono animali estremamente intelligenti”. “Naturalmente prevengo già la eventuale risposta: indossi lei il costume. La mia risposta? Poiché per ben dodici anni ho studiato teatro e Mimo corporeo tra Italia, Francia e sono esperto in materia, non avrei nessun problema ad indossare tal costume nelle prossime edizioni, ma solo dietro congruo compenso economico, da destinare ovviamente a tutti gli animali in difficoltà, alle gattare e colonie feline”.

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