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Oskar Tenzer, a Bozzolo
l’ebreo salvato da
don Primo Mazzolari

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Nella foto, la cerimonia a Bozzolo

BOZZOLO – Don Primo Mazzolari e gli ebrei. Un binomio che prende sempre più consistenza grazie anche ad Oskar Tenzer che non dimentica l’aiuto ricevuto dal prete di Bozzolo durante il rastrellamento dei nazifascisti. Nel paese mantovano il rifugiato, oggi novantenne, ricevette protezione sia dal prete che dal maresciallo della locale caserma che dal podestà del paese per i quali è stata chiesta l’attribuzione di cittadini “Giusti tra le nazioni”. Più lungo il percorso per la beatificazione di don Primo Mazzolari di cui il presidente dell’omonima Fondazione don Bruno Bignami presente all’incontro, ha confermato la procedura in corso da parte dell’apposita commissione. Tutta la giornata è stata registrata da una troupe di Rai Storia molto interessata alle vicende dell’ebreo salvato a Bozzolo. Durante l’incontro in aula consiliare sono stati mostrati anche i quadri donati da Angelo Bottoli figlio dello scomparso Aldo, sistemati dal corniciaio da Busi e donati al Comune per adornare la Caserma Gonzaga ricevuta in comodato dal Demanio.

Rosario Pisani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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