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Il presepe del giorno
dopo prende vita
a Quattrocase

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Nella fotogalley, alcuni momenti della rappresentazione

QUATTROCASE (CASALMAGGIORE) – Una location e una sceneggiatura diverse dall’anno scorso e il solito bagno di folla: la doppia rappresentazione, ideata dal Gruppo Emergenti e dall’Unità Pastorale di San Vincenzo Grossi, del Presepe del giorno dopo, che per la tradizione cristiana coincide con Santo Stefano, è stata un successo, che ha richiamato figuranti e soprattutto spettatori sia della frazione Ovest di Casalmaggiore sia degli altri angoli del comune e anche di qualche paese vicino. Sfruttando uno spazio più ristretto rispetto a Cascina Bonardi, dove fino allo scorso anno il Presepe Vivente era organizzato, la trama è stata concentrata nel doppio spiazzo esterno davanti alla chiesa parrocchiale: all’ingresso era possibile registrarsi con i censori romani pronti a raccogliere l’obolo (l’offerta era libera) e ad apporre su un foglio il nome dei visitatori, mentre dopo la scorta iniziale di due centurioni la prima parte del percorso consentiva di visitare attività commerciali e bazar ripresi dall’antichità, con parecchi figuranti di Quattrocase, Vicomoscano e anche frazioni vicine indaffarati a rendere il tutto molto reale. Per i bambini, poi, non mancava l’attenzione molto particolare ai recinti con gli animali, tra cui un asino, un cavallo, alcune oche e caprette.

Tra uno spazio e l’altro della rappresentazione, resa veritiera grazie ai costumi della sarta Giovanna Martelli, era possibile incrociare anche Re Erode, antagonista silente della rappresentazione, mentre da una porta vicina era consentita la visita alla chiesa parrocchiale dove è stato allestito un presepe tradizionale. Passando alla rappresentazione, dopo un’introduzione della voce narrante che ha dedicato idealmente la giornata alla pace (“la guerra non è mai la soluzione”), figura centrale è stata quella di Lucifero (interpretato da Alessandro Rosa), l’angelo caduto simbolo del Male con le sue ali nere, che ha conversato con i tre Re Magi (Giuseppe Borrini, Ennio Franchi e Michele Capelli), posti simmetricamente ai lati di un ideale triangolo, figura geometrica di perfezione, che spesso rientra nella Bibbia (basti pensare alla Trinità o alla Sacra Famiglia).

Dopo avere battibeccato anche col console romano (Gabriel Fomiatti) circa l’utilità del dominio e del potere sulla terra e dopo avere tentato di convincere i Magi ad allontanarsi dal Bambino Gesù, Lucifero si arrende con la fatidica frase: “Meglio regnare all’Inferno, che servire in Paradiso”. Da lì i Magi hanno via libera verso la capanna di Betlemme, dove la rappresentazione si chiude con la visita tra canti tipicamente natalizi realizzati dalla Schola Cantorum dell’Unità Pastorale di Quattrocase, con l’impianto audio dell’intera rappresentazione approntato dal Midi Song di Carlo Vicini. In questo contesto, era possibile per i visitatori, tra i quali anche alcuni sacerdoti, il sindaco Filippo Bongiovanni e alcuni consiglieri, incrociare venditori e artigiani dell’epoca, oltre che assaggiare focaccia e vin brulè, rispettando in questo caso una tradizione molto nostrana. Ogni offerta è stata devoluta alla parrocchia per un Presepe Vivente molto apprezzato, per il quale i volontari e i collaboratori di Quattrocase, frazione che domenica festeggia anche il patrono San Giovanni, hanno lavorato per tre lunghe settimane.

Giovanni Gardani


© RIPRODUZIONE RISERVATA

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