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Torchio sulla sicurezza:
“Tecnologia e dialogo
tra forze dell’ordine”

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RIVAROLO MANTOVANO/BOZZOLO – É stato convocato il 4 gennaio alle ore 11 a Rivarolo Mantovano l’incontro dei sindaci dei Comuni interessati alla creazione del nuovo comando di Polizia Locale delle Unioni Foedus (con servizio associato di Bozzolo), Palvareta Nova e Municipia, dopo l’approvazione della convenzione avvenuta ‎nelle rispettive assemblee. L’incontro sarà di carattere operativo per dare il via al servizio ed impostare le prime scelte concrete di un progetto che, come ricordano i comuni stessi coinvolti, ha scaldato gli animi e generato qualche defezione come quelle di Gussola, Torricella e Martignana.

In particolare il sindaco di Bozzolo Giuseppe Torchio, dopo gli attacchi piovuti da più parti, evidenzia che il suo Comune aderisce da tempo al servizio associato di polizia locale Foedus e verifica come la convenzione sia di lunga durata ma aperta, per entrare e per uscire con grande flessibilità e con un preavviso di soli sei mesi. “Tutto ciò rappresenta una sfida a bene operare – spiega Torchio – perché l’accordo non é una camicia di forza e nessuno é obbligato a rimanere. Le proposte dei Comuni non sono fuori dalla realtà se, ad esempio, ipotizzano la massima sinergia con l’Arma dei Carabinieri, presente in questo territorio con quattro stazioni (Bozzolo, Rivarolo del Re, Scandolara Ravara e Solarolo Rainerio, suddivise tra le Compagnie di Casalmaggiore e Viadana e con la presenza di quasi una trentina di militari”.

Bozzolo detta poi la propria agenda in tema di sicurezza. “La prima cosa da proporre é il ripristino, partendo da Bozzolo, dello scambio della tabella degli orari e dei servizi tra Polizia Locale e Arma dei Carabinieri, come avveniva in passato. In questo modo si può realizzare una vera e propria integrazione con le volanti delle due Compagnie, presenti sul territorio h 24, evitando sovrapposizioni. Pur essendo polizie, per molti aspetti, diverse é indispensabile una forte sinergia ed integrazione come già avvenuto con l’istituzione di particolari servizi come‎ i ‘pattuglioni misti’ per posti di blocco ed azioni particolarmente incisive sul piano del controllo del territorio”.

Torchio replica in particolare alla critica “provinciale” giunta dalle minoranze di Bozzolo. “É un grave errore parlare di cremonesizzazione del Mantovano proprio da parte di chi, a livello sanitario, voleva assoggettare a Cremona tutta l’area viadanese fi‎no alle porte di Mantova, mentre Bozzolo ha fatto la sua parte per tenere unito il territorio, difendere l’Ospedale e la realizzazione del Presidio Ospedaliero Territoriale (POT). Bozzolo, comunque, non é nemmeno Corleone e l’idea di militarizzazione del paese deriva da una visione che rispetto, ma appartiene più alla professionalità dei Marescialli che ad una prospettiva reale. Ci dicano quali corpi sono disponibili a venire, quali caserme ci sono a disposizione per ospitarli”.

Una risposta alla critica in particolare del consigliere Giacomo Resta, per poi passare alla pars costruens. “Ho, invece, già contattato le Autorità di governo e delle Forze dell’Ordine per realizzare corsi e serate dedicate alla prevenzione dei reati, già nel mese corrente, per diffondere gli accorgimenti da adottare, non ultimo l’utilizzo dei cinque sportelli bancari  e di quello postale per risparmi che non possiamo più tenere nel materasso. Il tema dei reati contro il patrimonio non può essere scaricato sulle esclusive competenze della polizia locale. O meglio se lo si fa per Bozzolo, che ha una percentuale di reati più bassa di Viadana o di Casalmaggiore, perché non si chiede in particolare alla Lega, di fare altrettanto nei comuni da loro amministrati? Mentre mi sono sempre battuto per il rafforzamento degli organici delle forze dell’ordine a livello di Compagnie e Stazioni, contro il fumo negli occhi di incremento di organico a livello metropolitano, prelevando proprio dai territori più deboli, non registro analoga iniziativa da parte di altre forze politiche locali”.

Torchio nel tema della sicurezza fa rientrare anche altre problematiche. “Altro argomento é legato al crescente nomadismo, caratterizzato da spostamenti anche notturni di persone a piedi o in bicicletta, senza il rispetto delle più elementari condizioni di sicurezza, quali luci, giubbotti catarifrangenti, etc. per persone in movimento tra un paese e l’altro del territorio. Altro argomento collegato é l’accattonaggio presso le aree pubbliche, centri commerciali, mercati settimanali, etc.  Le operazioni di identificazione, di allontanamento e di espulsione necessitano di un insieme di atti di garanzia della cittadinanza senza ledere i diritti delle persone. Operazioni complesse che impongono una crescente collaborazione tra diversi corpi di Polizia. In altre parole sembra di poter raccogliere dalla popolazione un invito ad evitare una gestione proiettata alla pur necessaria azione sanzionatoria per violazioni del codice della strada e orientata, invece, ad estendere un servizio più mirato a livello di sicurezza di prossimità o di quartiere. L’organico oggi disponibile per la Polizia locale é di circa un quinto di quello dei Carabinieri operativi in zona e non va trascurato che questi ultimi stanno acquisendo maggiore professionalità anche a livello di stazione ove, recentemente, come a Bozzolo, si é provveduto ad individuare gli autori di furti e di altri reati con la segnalazione delle generalità a tutti i corpi di sicurezza”.

Da evidenziare anche l’aspetto tecnologico, che costituisce secondo Torchio buona parte della soluzione al problema. “Un altro versante delicato é la rete di sicurezza attraverso le telecamere. Il tema é di primaria importanza a Bozzolo dove ci siamo trovati telecamere finte ed é stato venduto nel bergamasco il telelaser dei Vigili. Non a caso il bando regionale, in scadenza a metà febbraio, insiste sulla creazione dei cosiddetti varchi, cioè di una rete di monitoraggio continuo collegata con la centrale e oggi visibile dagli stessi telefoni cellulari. Sarà garantito un controllo completo degli accessi stradali al centro‎ abitato mentre, su un altro bando legato agli automezzi ed alle altre attrezzature si potrà provvedere ad un rinnovo e potenziamento dei mezzi e degli strumenti in dotazione con una più incisiva presenza delle pattuglie anche nelle aree residenziali, lottizzazioni, etc”.

Infine, sempre nel campo della tecnologia. “Un ultimo aspetto, per raccogliere le sollecitazioni di molti, legato alla possibilità di un terminale di ascolto, una sorta di numero verde simile al 112. Ben sapendo che non mancheranno furbi e mitomani si sta insistendo per una più forte collaborazione della cittadinanza con la tempestiva segnalazione di movimenti sospetti, di persone e mezzi. In questo contesto una rete informatica di volontari anche attraverso la rete di vigili, carabinieri e forze dell’ordine in pensione, fornirà elementi di professionalità e di efficacia al sistema dei collaboratori volontari. Sono esperienze già constatare altrove, anche nell’Alto Mantovano ed in altre realtà e che dovrebbero farsi strada anche da noi”.

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