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Motta è il paese dei
presepi. Agazzi: “Presto
sfida tra contrade”

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Nella fotogallery alcuni dei presepi

MOTTA BALUFFI – Un comune piccolo eppure davvero amante del presepe, tipica tradizione natalizia che tra un paio di giorni saremo costretti a smontare con il passaggio dei Re Magi e dunque dell’Epifania e che pure ci resta nel cuore e nella mente. A Motta Baluffi, tra il centro del paese e la frazione di Solarolo Monasterolo, spunta un presepe di un certo valore ogni 150 abitanti: se non è un record poco ci manca.

Il tour non può che partire dalla composizione più maestosa e importante, quella che sorge nel grande prato di fianco alla chiesa parrocchiale di Solarolo Monasterolo, realizzata con legno compensato da alcuni parrocchiani, vicino alla cosiddetta Salita al Cornacchio. Visibile anche dall’argine, la realizzazione si estende con sagome dipinte e oggetti tradizionali del mondo agreste e contadino che, facendo da sfondo, di fatto prendono parte alla composizione nel progetto globale studiato da Rosella Cernuzzi.

A pochi passi da lì, in corrispondenza della chiesa parrocchiale e della rientranza denominata Grotta di Lourdes è stato ricavato un nuovo spazio, più ristretto ma comunque capace di richiamare mistico raccoglimento, per un’altra Natività celebrata quasi all’ingresso della chiesa stessa. Un presepe che sullo sfondo richiama la figura dei due Papi, Benedetto XVI e Francesco, riprendendo l’architettura del colonnato del Bernini a piazza San Pietro a Roma.

Spostandosi verso Motta, e senza lasciare l’argine, non mancano casi di presepi molto singolari nella costruzione e realizzati in questo caso da privati cittadini: uno in particolare sorge sopra un carro con la scritta di auguri dedicata a tutta la popolazione. Presepi privati e pubblici, per così dire, con la particolarità di essere ben visibili perché all’aperto e dunque sottoposti all’attenzione e al plauso dei passanti. Lo stesso dicasi per il presepe realizzato sotto il municipio, in pieno centro per non fare mancare anche al mondo amministrativo locale il riferimento al Natale. Lo stesso dicasi per l’oratorio di Motta Baluffi, ambiente nel quale la rievocazione di Betlemme e della Notte Santa è quasi doverosa. A cimentarsi, peraltro, sono stati anche i più piccoli, con l’asilo di Motta che accoglie da un paio di settimane le opere dei bambini aiutati dalle maestre.

Come mai un florilegio di presepi di tale intensità? La risposta è semplice: un tempo in questo comune veniva organizzata una vera e propria gara tra le varie contrade e tutti volevano vincere, tanto che qualcuno arrivò ad alzare la voce e litigare. Così qualcuno decise di non organizzare più la sfida, anche per non venire meno allo spirito del Natale. In attesa di ripristinare l’usanza, per il momento il vicesindaco Simone Agazzi si limita, doverosamente, a ringraziare tutti. “Ma l’intenzione è di rifarci al passato: magari già dal prossimo anno potremmo pensare a una sorta di gara, come accadeva qualche anno fa. Intanto grazie a tutti per l’impegno e per avere rinsaldato la nostra tradizione e i nostri valori cristiani”. Un grazie esteso anche a don Davide Ferretti, parroco del paese, che mesi prima del Natale ha preparato le famiglie e le varie contrade, spingendole a ravvivare la tradizione e rispondere presente con il simbolo del presepe alla data clou per tutti i Cristiani del 25 dicembre.

Giovanni Gardani


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