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Muraglia, cancellata o fossato: i progetti per Villa Medici del Vascello

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Nella foto, il progetto di recinzione di Villa Medici del Vascello

SAN GIOVANNI IN CROCE – Un evento di per sé poco significativo che potrebbe avere importanti ripercussioni. Insomma, quando il topolino partorisce una montagna. Lo scorso fine settimana un altro crollo ha riguardato la muraglia in mattoni di Villa Medici del Vascello, quella che cinge interamente la rocca della Dama con l’Ermellino. Non il più grave e nemmeno il più clamoroso (chi non ricorda l’auto che si schiantò contro lo stesso muro a pochi metri di distanza dal nuovo crollo?), ma ha provocato l’interessamento di mammaRai, che ha effettuato un servizio sul posto trasmesso sul Tg1 di giovedì sera. La massima visibilità dunque, e già questa è un’ottima notizia per la promozione della rocca, da due anni liberata dal profondo restauro e con un nuovo intervento alle porte. Il servizio è stato registrato davanti alla rocca, con l’inviata Caterina Proietti che ha intervistato il sindaco Pierguido Asinari e il fratello Danio oltre a Laura Nardi. Il primo cittadino ha mostrato i segni dell’ultimo crollo, ed ha spiegato come non sia possibile abbattere o modificare il manufatto senza il nulla osta della Sovrintendenza. Come noto, essendo stata la muraglia realizzata oltre 70 anni fa, vi è la “presunzione di interesse culturale”. Senonché si sa che risale agli anni Venti, e la Sovrintendenza potrebbe trovare nel Casalasco decine di muraglie più antiche ed in ben migliori condizioni. Insomma, l’impressione è che si tratti del solito caso in cui la burocrazia blocca ogni possibilità di valorizzazione solo per il rispetto di leggi aggrovigliate e non attuali. Fatto sta che Asinari ha spiegato che al Comune è possibile solo ripristinare la muraglia così come è oggi, il che costerebbe mezzo milione di euro, investimento improponibile per un piccolo comune. Nel corso del servizio tv, Danio Asinari ha ricordato il furto delle colonnine del 2000, ed altri cenni storici sono stati forniti da Laura Nardi. Al termine del bel servizio, è stato ricordato come un finanziamento di 400mila euro sia già stato approvato grazie al decreto sbloccaItalia per intervenire sull’ala est, ancora diroccata. Come già avvenuto in altri casi simili, non resta che attendere il crollo totale provocato dal tempo e dal traffico per poter ripartire da zero. Ma l’Amministrazione comunale non si rassegna all’attesa, ed ha incaricato l’ingegner Guido Favalli di effettuare una perizia, come afferma lo stesso primo cittadino: «Si tratta di una perizia statica sulla muraglia (lo studio di fattibilità è già stato fatto), con la quale mi rivolgerò al Sovrintendente (che tra l’altro è cambiato da poco, ndr) per concordare misure di intervento e riaprire la questione di eventuali modifiche».

La volontà del Comune sarebbe quella di abbassare sensibilmente la muraglia, impedendo l’accesso con la posa di una cancellata che lascerebbe comunque la possibilità di ammirare il gradino di ingresso, e vedere la rocca anche dalla strada, sul modello del giardino ducale di Parma. Nella foto proposta è possibile vedere un’elaborazione fatta anni fa dall’ufficio tecnico sulla base della proposta che avanzò già la precedente amministrazione provinciale. Ma esiste un’alternativa, di certo più economica e forse non meno suggestiva, che consiste nel ripristino dell’antico fossato, che esisteva prima della muraglia e comprendeva anche l’area dell’attuale marciapiede. Cosa si aspetta, chiediamo ad Asinari, dalla Sovrintendenza? «Che faccia da tramite col Ministero per una compartecipazione vista l’urgenza per la messa in sicurezza». Sono probabili altri crolli, ma il sindaco tranquillizza sull’incolumità: «La muraglia è leggermente inclinata verso l’interno, come hanno confermato tutti i cedimenti avvenuti sinora». Ma questa “presunzione di interesse storico”? «E’ il motivo per il quale l’ex Sovrintendente disse che andava ricostruita così. E’ una forma di cautela, anche se posso affermare che in alcune foto degli anni Venti la muraglia non esisteva». Il servizio del Tg1 è comunque il benvenuto: «L’interesse mediatico è importante, spero nell’interesse di qualche privato che possa dare una mano alla ricostruzione.

Incaricato della perizia è come detto l’ingegner Guido Favalli, che da tanti anni si occupa degli interventi a Villa Medici. Perché stavolta una perizia? «E’ inutile comunicare alla Sovrintendenza che è caduto un altro pezzo, tanti ne abbiamo rappezzati in passato. Ora serve valutare le criticità che ci attendiamo. L’esperienza ci consente di anticipare i risultati, me è meglio studiare bene la situazione. Purtroppo in passato sono stati fatti grandi lavori alla rocca con scarse risorse, quindi con poca attenzione alla qualità. Le stesse fondazioni della muraglia sono spesso inconsistenti, e vicino a una roggia». Si aspetta qualche apertura dalla Sovrintendenza? «Se ci sarà disponibilità di fondi, credo che si aprirà una possibilità per intervenire, in caso contrario la strada non sarà agevole». Ci sono le due strade per un possibile intervento di abbattimento: la cancellata e il fossato. «La prima cosa da fare è stabilire se questa muraglia valga o meno qualcosa, che abbia un interesse storico. Entrambe quelle ipotesi sono affascinanti, la è anche quella del fossato, che riporterebbe le cose a prima degli anni Trenta. Oggi sappiamo che c’è la tendenza ovunque di ripristinare i corsi d’acqua che una volta si tombinavano. Le idee non ci mancano, ma sono al momento solo idee, non proposte progettuali. Ripeto, la prima cosa da fare è capire qual tipo di vincolo ci sia su quella muraglia».

Vanni Raineri

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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