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Punto nascite a rischio: “Abbiamo tutti requisiti, tranne i 500 parti”

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Nella foto, l’ospedale Oglio Po

CASALMAGGIORE – “In 23 anni al presidio ospedaliero Oglio Po di Vicomoscano non si è verificato un solo caso di morte in sala parto”: così il direttore sanitario del nosocomio casalese, Rosario Canino, commenta l’esito dell’ultimo dossier redatto dal Comitato Percorso Nascite Nazionale del Ministero delle Salute. Un report sulla sicurezza dei parti negli ospedali italiani, la cui eco si è amplificata dopo i recenti casi di morti in sala parto. In Italia esistono un centinaio di punti nascite che da cinque anni dovrebbero essere chiusi, ovvero da quando Regioni e Comuni si accordarono per la serrata laddove le nascite annuali non superavano le 500 unità. Sono 98 in tutto su suolo nazionale i presidi ospedalieri che non raggiungono la fatidica soglia, per altro inferiore rispetto alle mille nascite previste dalle linee guida internazionali. Tra questi, vi è anche l’Oglio Po di Vicomoscano, che da tre anni è al di sotto dei 500 parti: 437 è l’ultimo dato verificato.

Deroghe alla chiusura sono previste solo in casi eccezionali: come la difficoltà dei collegamenti, si pensi isole o località montane; la fusione con i punti nascita di altri Comuni o l’attrattività verso le donne dei paesi limitrofi. Negli altri casi, a fare la differenza tra la sopravvivenza o meno di un punto nascite sono tre fattori: oltre ai 500 parti annui, la disponibilità 24 ore su 24 di ginecologi, pediatri neonatologi e ostetriche, la presenza a corto raggio di un servizio di terapia intensiva neonatale e subintensiva per le madri.

“Al presidio ospedaliero Oglio Po abbiamo tutti i requisiti, tranne i 500 parti annuali”: spiega il direttore sanitario Rosario Canino. “Ginecologo, pediatra, ostetrica e rianimazione, oltre al trasporto neonatale: tutto è garantito e funzionale a Vicomoscano, dove nel 2011 i parti toccarono quota 680 unità. Da tre anni a questa parte la contrazione del numero delle nascite è diventata un dato di fatto. Speriamo che – conclude Canino -, con la definizione di Ats Val Padana e Asst Cremona-Mantova si possa rilanciare il punto nascite dell’ospedale Oglio Po”.

Simone Arrighi

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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Commenti
  • Davide

    I primi di Marzo io e la mia compagna daremo alla luce il nostro bimbo all’Oglio Po, dove professionalità e gentilezza la fanno da padrona. Una notte arrivammo al pronto soccorso per dei dolori della mia compagna, ci hanno trattato benissimo e sono state bravissime sia nel controllo che a tranquillizzarci. E’ assurdo il solo pensare di far chiudere una struttura così.
    E’ assurdo dove questo Governo, con una diplomata al liceo classico al Ministero, stia tagliando a destra e a manca visite e Ospedali.
    Davvero non si capisce più in che direzione sta andando questo Paese…

  • Davide

    I primi di Marzo io e la mia compagna daremo alla luce il nostro bimbo all’Oglio Po, dove professionalità e gentilezza la fanno da padrona. Una notte arrivammo al pronto soccorso per dei dolori della mia compagna, ci hanno trattato benissimo e sono state bravissime sia nel controllo che a tranquillizzarci. E’ assurdo il solo pensare di far chiudere una struttura così.
    E’ assurdo dove questo Governo, con una diplomata al liceo classico al Ministero, stia tagliando a destra e a manca visite e Ospedali.
    Davvero non si capisce più in che direzione sta andando questo Paese…