Commenta

Pomì, niente Guerra Il presidente Boselli spiega il perché

pomi-bolzano-ev

CASALMAGGIORE – Il punto di mercato per la Pomì Casalmaggiore è sempre lo stesso, ossia un punto fermo. Non ci sono novità e non ce ne saranno, ma stavolta il presidente Massimo Boselli Botturi precisa anche il perché: “Ci servirebbe una giocatrice italiana di posto 4 e in questo momento, con Tirozzi e Piccinini siamo più che al sicuro, senza scordare l’energia di Lucia Bacchi”. Ecco, appunto: la frase del numero uno rosa va letta tra le righe e specificata, fermo restando che il mondo del volleymercato è sempre una grande incognita e un eterno ibrido, dove le smentite possono essere dietro l’angolo e fanno comunque parte del gioco.

In ogni caso, l’obbligo di un eventuale arrivo italiano è dato dal regolamento: le quattro straniere sempre in campo sono Kozuch, Gibbemeyer, Stevanovic e Lloyd e toglierne una dal sestetto titolare significherebbe sbilanciare equilibri ormai consolidati. L’altro paletto, che il presidente spiega a mezza bocca, è che la Pomì dovrebbe trovare un’italiana che non sia già stata impegnata in Champions League, ossia che non giochi né a Novara né a Piacenza, né in altri top club europeo (motivo per cui non si è pensato, ad esempio, ad un cavallo di ritorno come Marika Bianchini, impegnata a Cannes). Della serie: non si compra tanto per comprare.

Certo, il nome di Anastasia Guerra, il primo e per certi versi anche l’unico accostato alla Pomì, teoricamente dovrebbe restare valido anche dopo gli ultimi indizi sparsi dal presidente, ma in questo senso Boselli spiega che, pur essendo tesserata rosa, il Club Italia vuole tenersi Anastasia fino a fine stagione. Il motivo? Vederla crescere ancora e convocarla, stavolta possibilmente senza tagli dell’ultimora, per il torneo continentale del 14 maggio, dove l’Italia si gioca gli ultimi tre posti per l’Olimpiade di Rio. E se l’Italia fosse stata eliminata ad Ankara? Allora forse Guerra avrebbe potuto vestire subito di rosa, ma coi se e coi ma non si fa strada. Ecco perché, salvo clamorosi scossoni, la Pomì resterà con le 13 giocatrici che tante soddisfazioni hanno dato in questa prima parte di campionato e Champions League, per un ritorno che prevede, il 17 febbraio prossimo, anche la Coppa Italia, con le rosa chiamate a qualificarsi per la prima volta alla final four di A1, mancata nei due precedenti del 2013-2014 (ko contro Modena) e del 2014-2015 (vinse Busto nell’ultima volta del PalaFarina).

A proposito di mercato, sembrano essersi indebolite in particolare le neopromosse Bolzano e Vicenza, che però non sono da annoverare tra le dirette concorrenti della Pomì. L’ultimo movimento sposta la belga Russeaux a Busto da Novara, ma là davanti i rinforzi non sono mancati con Bianchini a Piacenza, la stella Usa Fawcett a Novara e Crisanti a Conegliano (che perde Bechis, ora a Firenze). Basterà per togliere lo scettro tricolore alle casalesi? Per il momento è sufficiente per pensare ad un girone di ritorno ancora più agguerrito di prima.

Giovanni Gardani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

© Riproduzione riservata
Commenti