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Rfi investe ma non
nel comprensorio. Torchio
ironico: "Grazie mille"

“Dove sono finiti i 3 milioni stanziati per sopprimere il nostro passaggio a livello, nel tratto mantovano, tra Piadena e Mantova? Bozzolo dov’é, in Burundi?”, così il sindaco di Bozzolo.
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MILANO – I lavori si faranno e dureranno fino al 2022: serviranno ad ammodernare la rete e, per quel che concerne in particolare la linea Mantova-Cremona-Milano, porterà a interventi alla stazione di Castellucchio, sul tratto Codogno-Mantova, volti a velocizzare gli itinerari di arrivo e partenza dei treni, a impiegare scambi percorribili a 60 km all’ora, a realizzare modifiche tecnico-infrastrutturali per gestire in sicurezza ingressi e uscite oltre a un sottopasso pedonale, per un totale di 9 milioni di investimento.

Ora, anche se Castellucchio interessa la linea che tocca il comprensorio Oglio Po, l’accordo da 41 milioni da Rete Ferroviaria Italiana e Regione Lombardia, annunciato dall’assessore regionale a Infrastrutture e Mobilità Alessandro Sorte, non prevede alcune operazioni che avrebbero potuto svecchiare la linea in particolare sugli scambi sempre critici di Piadena e Bozzolo, tappe chiave della famigerata tratta che porta tanti pendolari a Milano.

Sulla questione è intervenuto nelle scorse ore il sindaco di Bozzolo Giuseppe Torchio. “Dove sono finiti i 3 milioni stanziati per sopprimere il nostro passaggio a livello, nel tratto mantovano, tra Piadena e Mantova? Bozzolo dov’é, in Burundi?”. Torchio invita così i cittadini di Bozzolo e del territorio a passare in comune il prossimo 2 febbraio per criticare la decisione presa da Rfi, che ha elencato le priorità alla Regione e sarà presente a Bozzolo con alcuni tecnici in quella data.

“Vogliamo esprimere – spiega ironicamente il primo cittadino – gratitudine per la soppressione del “diretto”, nonostante l’incremento di un terzo dell’utenza; per avere soppresso, senza alcun motivo, il passaggio a livello automatico di Tezzoglio; per le ore di attesa ai due passaggi a livello e la “novità ultramoderma” delle code di automezzi sulla statale nei giorni di nebbia senza alcuna segnalazione; per la mancata e gratuita intitolazione della stazione Bozzolo-Sabbioneta (città Unesco con quasi 50 mila presenze turistiche); per il giro dell’oca di ostruzione per l’accesso dei pochi vagoni in riparazione alla Cima di Bozzolo e per la mancata offerta di lavoro ad un’azienda ferroviaria, la sola rimasta in Lombardia, con 100 dipendenti in Cassa Integrazione. Qualcuno politicamente ed umanamente si dovrebbe vergognare”.

Giovanni Gardani 

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