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A caccia di un fantasma
a Villa Mina della Scala
di Casteldidone

L'associazione bresciana Hesperya, specializzata in ricerche di presenze paranormali, ha passato la notte al castello.
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Nella foto, le ricerche a Villa Mina della Scala

CASTELDIDONE – Notte all’insegna del mistero a Villa Mina della Scala di Casteldidone. I ragazzi dell’associazione bresciana ‘Hesperya’ si sono recati sabato sera nel comune casalasco per scoprire, attraverso la loro strumentazione, se vi siano ‘presenze paranormali’ all’interno dell’antica dimora, che secondo i racconti di alcuni degli abitanti custodirebbe il fantasma della contessa Schizzi. Telecamere ad infrarossi, schermi, registratori audio e rilevatori di campo elettromagnetico: il team di acchiappafantasmi, a partire dalle 21,30 di sabato, ha installato la strumentazione necessaria per poter rilevare immagini, testare campi magnetici ed altro nei vari angoli dello scalone del castello.

La leggenda infatti racconta che nelle notti di plenilunio di gennaio, come quella di sabato appunto, il fantasma della contessa Schizzi si risvegli, vagando per il palazzo in preda alla disperazione per la morte della sorella, uccisa dalla peste del 1600. E così il team dell’associazione Hesperya, venuto a conoscenza di questo racconto, ha voluto indagare sul posto: dopo ore di raccolta di materiale video e dati, la crew bresciana ha portato con sé un archivio da analizzare nei prossimi giorni. Ad aprire le porte del castello, il padrone di casa: Angelo Persico Licer, che ha raccontato le varie leggende legate alle stesse stanze in cui, per una notte, sono stati registrati movimenti e campi energetici.

Simone Arrighi

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