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"Basta svuotare il territorio,
dal cremonese
al Casalasco"

Lo sfogo del presidente provinciale Carlo Vezzini: "C’è chi fa di tutto per avvantaggiare un'area rispetto ad un'altra".
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Nella foto, Carlo Vezzini

CREMONA – “Adesso basta: non è possibile che mentre le Province si mettono d’accordo per gestire comunemente risorse umane e servizi amministrativi, dall’altra parte c’è chi fa di tutto per avvantaggiare un territorio rispetto ad un altro, senza perseguire un chiaro indirizzo di parità ed integrità territoriale”. Così si sfoga il presidente della Provincia Carlo Vezzini dopo il primo provvedimento organizzativo del 2016, approvato recentemente dalla Giunta regionale, con il quale il governatore Roberto Maroni ha deciso che gli Ster, le sedi territoriali della Regione, verranno chiusi e al loro posto verranno istituiti otto Uffici territoriali regionali (Utr).

“Se davvero sostanzialmente coincidenti con le nuove Ats, significherebbe portare lo Ster da Cremona a Mantova. Ma come? Stiamo traghettando la Provincia verso l’Area Vasta, tra mille difficoltà, rispetto ad altre Regioni (tra cui Friuli ed Emilia) che hanno invece un passo ben più veloce nel ridisegnare le mappe territoriali ed i ruoli oltre alle risorse economiche; stiamo, inoltre, portando avanti con Brescia, Bergamo, Cremona e Mantova servizi sinergici coordinati e da un lato il Governo decide di portare la Soprintendenza a Mantova, dall’altro la Regione ha trasferito, in un brevissimo periodo, a Mantova l’Agenzia del Trasporto Pubblico Locale, l’Ats sul versante sanitario ed ora pare anche la sede territoriale della Regione Lombardia (Ster) svuotando così il territorio cremonese”.

“O ci muoviamo tutti nella stessa direzione o queste fughe in avanti, apparentemente disomogenee, ma con una precisa regia sotterranea, stanno delocalizzando e destrutturando il cremonese nel mantovano, senza pari dignità ed equilibrio nella presenza dei centri decisionali, come invece abbiamo sempre richiesto, ma pare siamo rimasti inascoltati del tutto” evidenzia Vezzini. “E’ un fatto gravissimo, tenendo presente che abbiamo ben due consiglieri di maggioranza in Regione, eletti nel cremonese, di cui lo stesso consigliere Malvezzi presidente della Commissione Affari istituzionali, a cui spetterà analizzare le prossime decisioni della Regione nella definizione delle Aree vaste” nonché il consigliere regionale della Lega, Federico Lena, che si dovrà impegnare affinchè federalismo non equivalga a depauperamento del cremonese nel ridisegno istituzionale regionale”.

Delusione, da parte di Vezzini, anche “rispetto ai ragionamenti fatti con alcuni assessori regionali dove a parole e sulla stampa si dice di omogenizzare servizi, funzioni, si parla di pari dignità dei territori, come ha ribadito sui giornali l’assessore Fava e poi di fatto vi è un continuo trasloco da Cremona a Mantova per indirizzi regionali già assunti. Ma quale attenzione verso cittadini ed imprese cremonesi, verso l’eccellenza agroalimentare se ogni nostra realtà amministrativa e di servizio alle stesse realtà imprenditoriali viene delocalizzata o si pensa di delocalizzarla a cento chilometri, peraltro senza collegamenti infrastrutturali funzionali e con treni in ritardo perenne; ma quale federalismo?.

L’ex assessore Soccini rimane perplesso che il sottoscritto dialoghi con il Mantovano: ciò non significa che dialogare, significhi poi vedersi proiettati sulla testa decisioni regionali e del partito di cui fa parte che invece di dialogare “scelgono” un territorio rispetto ad un altro, come lo è stato per l’Ats. Le critiche le rispedisco al mittente. Mi auguro che ben presto ci si possa davvero trovare tutti ad un tavolo per capire quali sono le intenzioni reali, non di facciata, di chi avrà il ruolo e la responsabilità di fare le scelte a livello regionale rispetto alle Aree Vaste, in modo anche da spiegarlo ai cittadini: io mi opporrò duramente contro ogni decisione che continui a svuotare il territorio dal Cremasco, Cremonese e Casalasco verso altri territori”.

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