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Un anno fa crollava
il PalaFarina
di Viadana

L'8 febbraio del 2015, parte del tetto del palazzetto dello sport viadanese crollava sotto il peso di una nevicata.
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L'interno del PalaFarina dopo il crollo del tetto

VIADANA – E’ passato un anno: allora era una domenica, anche se i problemi già avevano iniziato a palesarsi il sabato pomeriggio. Oggi è un lunedì. L’8 febbraio 2015, esattamente dodici mesi fa, il PalaFarina di Viadana, attorno alle 20.30, crollava. In realtà a cadere erano due delle nove campate, ma tanto bastava per mettere ko una struttura relativamente giovane, costruita nel 1996 e che pure non aveva retto al peso di Big Snow.

Un palazzetto al quale molti tifosi e sportivi del comprensorio Oglio Po erano affezionati: il PalaFarina aveva infatti ospitato, di fatto nei suoi ultimi due anni di vita, la Pomì Casalmaggiore, battezzandone l’esordio in A1 e in Coppa Italia nella massima serie e chiudendo l’esperienza rosa proprio nella seconda competizione stagionale, contro Busto Arsizio. Detto tra noi e come molti hanno comunque evidenziato, per la Pomì quel crollò fu una fortuna, perché Casalmaggiore sposò Cremona, e il PalaRadi, e anche sulla spinta del pubblico trovò il miracoloso scudetto di maggio.

Tuttavia, osservare la storia di quel palazzetto solo dal punto di vista rosa sarebbe tremendamente limitante: tanti club, infatti, sono dovuti migrare altrove, spostandosi di qualche chilometro per proseguire la propria attività indoor. Lo stesso dicasi per le scuole e per chi, come ad esempio i Macron Warriors Viadana, avrebbero volentieri bagnato l’esordio assoluto in A2 al PalaFarina e invece ora giocano nella palestra sabbionetana di Vigoreto.

Le prime infiltrazioni, un anno fa, si verificarono già nel primo pomeriggio del 7 febbraio, quando la struttura venne dichiarata inagibile, annullando la possibilità di disputare lì dentro la sfida di campionato tra Pomì e Forlì. Tutti ricordano i primi secchi riempiti e posti a protezione del parquet. Nessuno, allora, poteva immaginarsi quello che sarebbe accaduto 24 ore dopo. L’8 febbraio la situazione precipitò con una delle travi che si inarcò pericolosamente, sorvegliata a distanza dai Vigili del Fuoco e dagli uomini dell’Ufficio Tecnico del comune di Viadana, per schiantarsi al suolo, trascinando con sé parte della copertura, attorno alle 20.30 proprio mentre a Montichiari, Casalmaggiore iniziava il suo match contro le romagnole. Già, Montichiari, dove la Pomì giocherà le final four di Champions League. Un anno dopo il cerchio si chiude.

In ogni caso il PalaFarina, oggi come allora, è inagibile e attende un nuovo progetto. E’ stato aperto qualche giorno dopo il crollo solo per salvare il salvabile, ossia il materiale sportivo. Poi tutto chiuso, o forse no, perché qualche vandalismo, in quelle stanze, è stato registrato. Così come le inchieste, le responsabilità politiche rimpallate, i sopralluoghi, un parquet che, nel mentre, è stato sollevato dall’umidità e i lavori di messa in sicurezza. Ora è tempo di rialzarlo, quel palazzetto: con lo spiraglio di un progetto da presentare a breve e l’appoggio finanziario di Regione Lombardia, per un un nuovo inizio. Che il PalaFarina merita.

Giovanni Gardani

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